Dai Panzerhaubitze agli M113, le armi "segrete" dell'Italia all'Ucraina

L'elenco è ancora secretato ma l'italia ha intenzione di inviare più armi pesanti all'Ucraina per la difesa del Donbass: ecco il potenziale elenco e il summit di martedì con i Paesi Nato

Dai Panzerhaubitze agli M113, le armi "segrete" dell'Italia all'Ucraina

Saranno 20 i Paesi che parteciperanno, martedì 26 aprile, al summit convocato dagli Usa con i partner internazionali, dedicato alla crisi ucraina, presso la base aerea americana di Ramstein in Germania. Tra questi ci sarà anche l'Italia, rappresentata dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini insieme a una delegazione, che ha intenzione di inviare un sostegno diverso e più corposo all'Ucraina con armi più pesanti rispetto a quelle consegnate fino a questa fase del conflitto che oggi compie due mesi esatti.

L'elenco secretato

Martedì sapremo se Palazzo Chigi opererà quel cambio di passo non tanto per allinearsi agli aiuti americani o britannici ma per sua specifica volontà. L'elenco di armi non è stato ancora divulgato essendo stato imposto il segreto sulla lista a sostegno dell'esercito ucraino ma, come apprende il Corriere, potrebbe esserci innanzitutto una nuova fornitura di missili Stinger, già contenuti nel primo decreto ma che potrebbero anche far parte del secondo che verrà approvato nelle prossime ore. Come abbiamo visto sul Giornale.it, si tratta sistemi terra-aria con sistema a ricerca di calore, che hanno già avuto il merito di abbattere ben più di qualche aereo russo e fondamentali per proteggere lo spazio aereo.

Le armi da inviare

Come detto, però, sarà l'artiglieria pesante a farla da padrone: si parla degli Obice M109, piccoli carri armati dotati di un equipaggio di quattro persone: il capo sezione/comandante, l'autista, l'artigliere e il caricatore/caricatore di munizioni. Il capo o l'artigliere puntano il cannone e aprono il fuoco. Si tratta di mezzi non più modernissimi ma ancora largamente in uso nel nostro esercito. Quelli più avanzati sono rappresentati probabilmente dai Panzerhaubitze 2000 (abbreviazione PzH 2000), semovente tedesco da 155 mm, tra i più potenti sistemi di artiglieria convenzionale schierati dal 2010 in poi. Sono capaci di una cadenza di fuoco molto alta che può sparare tre colpi in nove secondi, dieci colpi in 56 secondi e, a seconda del riscaldamento della canna, sparare continuamente tra 10 e 13 colpi al minuto. PzH 2000 è stato selezionato anche dagli eserciti di Italia, Paesi Bassi, Grecia, Lituania, Ungheria, Qatar e Croazia che hanno via via sostituito vecchi sistemi come gli obici M109. Il nostro esercito ne possiede una settantina e un'eventuale corposa cessione potrebbe rappresentare un problema.

L'elenco degli aiuti non è ancora finito: si parla anche dei cannoni Sidam25, importanti soprattutto per i bersagli che si trovano a bassa quota nel cielo ma soprattutto si pensa all'invio dei corazzati M113, veicolo per il trasporto delle truppe di fanteria. In questo caso si parla di "riserva" trattandosi di un mezzo molto datato: fu usato per la prima volta in combattimento nell'aprile 1962 dopo che gli Stati Uniti fornirono all'esercito del Vietnam del Sud armi pesanti sotto il programma del Comando di assistenza militare. Alla fine, l'M113 è stato il veicolo corazzato più utilizzato dell'esercito americano nella guerra del Vietnam e utilizzato per sfondare fitti boschetti nel mezzo della giungla per attaccare e invadere le posizioni nemiche.

"Le armi promesse stanno arrivando"

Intanto, come abbiamo visto su InsideOver, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato su Telegram che gli alleati occidentali "hanno finalmente iniziato a rifornire Kiev con le armi di cui ha davvero bisogno. Siamo stati ascoltati finalmente – ha dichiarato Zelensky – l’Ucraina sta ricevendo esattamente quello che abbiamo chiesto". Di parere diverso l’ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov, durante un’intervista concessa ai giornalisti della trasmissione di Rete 4. "Per me è una logica strana che per arrivare la pace devi mandare nella zona del conflitto armamenti pesanti" sottolineando che questo "non farà che peggiorare le nostre relazioni bilaterali".

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