È partito il cashback in autostrada: come funziona

Si tratta di un cashback automatico del pedaggio in caso di code dovute ai lavori. Ecco come ottenerlo

È partito il cashback in autostrada: come funziona

Via libera al cashback dei pedaggi in caso di code dovute alla presenza di cantieri sulla rete autostradale. Ad annunciarlo è stato lo stesso amministratore delegato di Aspi, Autostrade per l’Italia, Roberto Tomasi. La società ha infatti avviato un ammodernamento totale delle rete autostradale che ha in concessione.

Nel 2020 sono stati spesi 750 milioni di euro e anche nel 2021 verrà speso lo stesso importo. Per il momento sono in corso i lavori più importanti, quelli sulla A1 Milano Napoli e sulla A23 Udine Tarvisio, senza dimenticare i cantieri liguri sulla A7 e sulla A10. Per cercare di pareggiare i conti con i disagi creati ai viaggiatori, Autostrade ha pensato a un modo per indennizzare i suoi utenti, da sottoporre al giudizio del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili e all’Antitrust. Sulla base delle stime di traffico attese e della presenza dei cantieri, per il cashback è stato stabilito un importo massimo di 250 milioni di euro.

Come funzionerà il Cashback e come averlo

Il cashback scatta nel momento in cui vi è un rallentamento significativo dei tempi di percorrenza su rete autostradale, dovuti alla presenza di un cantiere. Per esempio quando vi è il restringimento di una carreggiata o una corsia in meno. Altri tipi di cantiere, come quelli di allargamento, non sono ritenuti validi al fine del rimborso perché non creano code. Il ritardo viene stabilito in base alla media del tempo di percorrenza, 100 km per le vetture e 70 per i mezzi pesanti. Il ritardo deve però essere significativo. Infatti, se la durata del viaggio è di 3 ore e il ritardo è di 30 minuti, il cashback non avviene. Se, in caso contrario, la durata del viaggio è di 20 minuti, con un ritardo di 15 scatta di diritto il rimborso del pedaggio integrale, non solo della tratta interessata dal disagio.

In aiuto ad Aspi, per calcolare l’entità del ritardo, arriva Google maps che attraverso le linee gialle o rosse segnala in tempo reale le code presenti sull’intera rete autostradale. Questi dati vengono poi incrociati con quelli relativi alla presenza di cantieri. Oltre al dato relativo l’orario di entrata e di uscita dall’autostrada del viaggiatore. L’utilizzo del Telepass per questo ultimo passaggio sarebbe la soluzione più comoda. Più complicato per gli automobilisti che pagano con carte o contanti. In questo ultimo caso il pagamento è infatti anonimo. Ma aspi ha pensato alla App Free to X che avrà il compito di notificare il diritto al rimborso che arriverà direttamente sull’Iban a fine anno. Tutti i rimborsi andranno a finire in un portafoglio virtuale e verranno pagati in una unica soluzione.

Si sta parlando comunque di una prima fase di test e di sperimentazione. Serviranno dei mesi prima che il cashback possa entrare a regime. Da inizio agosto a metà settembre si terranno i test e chi vorrà avere il rimborso fin da subito potrà parteciparvi. Intanto, come riportato dal Corriere l’invito è soprattutto rivolto ai 6mila utenti della newsletter Free to X, ma Autostrade vuole che vengano coinvolte anche le associazioni di consumatori. Inoltre, all’interno delle aree di servizio verranno allestiti degli stand di Free to X che spiegheranno agli utenti il funzionamento del cashback e inviteranno a partecipare al test. E poi ci sarà anche un altro gruppo di tester che coinvolgerà però dei professionisti. Dal 15-20 settembre, una volta finita la fase dei test, inizierà la sperimentazione fino al 31 dicembre. Chiunque potrà scaricare la App sia su Android che su Ios. Dal 2022 i rimborsi dovrebbero venire pagati con una frequenza maggiore.

Pareri discordanti

Perplessità a riguardo sono state espresse dal presidente di Assoutenti, Furio Truzzi, soprattutto sulla privacy degli automobilisti: "Chi intende ottenere l’indennizzo per essere stato coinvolto in disservizi autostradali dovrà fornire tutti i propri dati alla App, informazioni sensibili anche ai fini del tracciamento degli spostamenti dei cittadini. Oggi il 62% degli utenti che utilizzano le autostrade paga i pedaggi attraverso Telepass, il 23% con carte di credito e solo il 15% in contanti. Questo significa che l’85% degli automobilisti potrebbe ottenere in modo automatico il rimborso spettante, senza presentare alcuna richiesta e senza dover cedere i propri dati sensibili a terzi ".

Alberto Petranzan, presidente di Fnaarc, la Federazione degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio, ha invece tenuto a sottolineare che questa novità sarebbe molto utile per gli agenti. “Confidiamo in soluzioni rapide per dare agli utenti la possibilità di ottenere quell'immediato rimborso del pedaggio se si verificano forti ritardi. Come per aerei e treni anche in autostrada deve esserci un meccanismo automatico di rimborso". Petranzan ha anche aggiunto che “gli agenti e rappresentanti di commercio percorrono mediamente ogni anno per lavoro 60mila chilometri e la conseguenza dei ritardi negli spostamenti si traduce in costi in più da sostenere, mancati guadagni e perdita di opportunità di vendita".

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