Sugli autovelox cambia tutto: ecco la sentenza "anti multe"

Secondo quanto stabilito dai giudici, non sarà più sufficiente l'attestazione di funzionamento ed omologazione dell'apparecchio firmata dagli agenti: sarà il giudice, in caso di contestazione, a effettuare le verifiche del caso

Torna nuovamente in discussione la sanzione amministrativa comminata agli automobilisti colti in flagrante dall'autovelox, apparecchio elettronico in grado di rilevare il superamento del limite di velocità consentita in un particolare tratto stradale.

Stavolta pare che a poter mettere in discussione il risultato della misurazione sia la non comprovata taratura e quindi omologazione dello stesso strumento, per la quale non è più sufficiente una semplice attestazione di regolare funzionamento e revisione periodica da parte degli stessi agenti preposti alle verifiche. Ciò che risulta evidente da un ricorso alla corte di Cassazione effettuato dal legale di un'automobilista incappato in una multa proprio per eccesso di velocità oramai nove anni fa: per la precisione si tratta dell'ordinanza 11776/20 – sezione sesta civile – depositata in Cassazione lo scorso 18 giugno.

A inchiodare il conducente, e quindi a risultare prova fondamentale per comprovare il superamento del limite di velocità, proprio il dato registrato dall'autovelox. Un apparecchio, tuttavia, la cui efficienza non sarebbe stata verificata con una documentazione in grado di definire con certezza la perfetta taratura ed omologazione dello stesso. Questo è il perno attorno al quale ruota il ricorso in Cassazione dell'avvocato dell'automobilista sanzionato, in grado di smontare la decisione del giudice di Pace, poi confermata anche in tribunale, che aveva decretato invece la legittimità della sanzione amministrativa.

Legale che, come riportato da Dagospia sostiene che in casi del genere sia di fondamentale importanza"la taratura periodica per le apparecchiature di rilevazione della velocità" e che nell'episodio che ha visto coinvolto il proprio cliente sia individuabile la "rilevanza probatoria alla generica attestazione 'debitamente omologata e revisionata'" attestata solo dagli agenti.

Una "attestazione priva di alcuna indicazione in merito alla omologazione ed alla data della prescritta verifica periodica dell’apparecchiatura" che quindi non basta per documentare con sufficienti prove tecniche la reale efficienza dell'apparecchio di rilevazione elettronica. A causa di ciò, inoltre, non si può caricare l'automobilista neppure dell'"onere di fornire la prova del malfunzionamento" dello stesso autovelox.

Contestazioni giuste, quelle dell'avvocato, secondo i giudici della Cassazione:"La dicitura che l’apparecchiatura era 'debitamente omologata e revisionata' non soddisfa le esigenze di affidabilità dell’omologazione e della taratura" determinate dalla Corte Costituzionale (sentenza 113/15).

Alla luce di ciò, quindi, da ora in poi "tutte le apparecchiature di misurazione della velocità devono essere sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura". Qualora vi siano contestazioni sarà compito del giudice quello di "accertare se tali verifiche siano state o meno effettuate".

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Commenti
Ritratto di anticalcio

anticalcio

Gio, 16/07/2020 - 18:22

aspetta e spera!! ma figuriamoci se ad ogni multa contestata il giudice ordina una verifica all'apparecchiatura..e poi che paghera'??

DRAGONI

Gio, 16/07/2020 - 18:30

IL PROBLEMA E DA "CHI"VENGONO FATTE LE REVISIONI/TARATURE E OGNI QUANTO TEMPO!!NATURALMENTE SI DOVREBBE VERIFICARE SE L'AUTOVELOX QUANDO HA RILEVATO LA VELOCITA' LAVORAVA NEL RANGE DI TEMPERATURE PER CUI NE E' PREVISTO L'IMPIEGO.

Popi46

Gio, 16/07/2020 - 18:48

Sconsolata, solo sconsolata posso sentirmi.... ma in quale paese sono venuta al mondo, dove per una multa, dico una multa,mica una strage, dopo 9 anni si attende la decisione di un giudice (con codazzo di avvocati e avvocaticchi) sulla leicita’ di un autovelox?

sparviero51

Gio, 16/07/2020 - 18:50

ALTRA BUROCRAZIA E PERDITA DI TEMPO E SOLDI . LO STESSO PRINCIPIO SI POTREBBE APPLICARE A UN QUALSIASI CONTATORE DI UTENZE DOMESTICHE : NON PAGO LA BOLLETTA PERCHÉ HO IL DUBBIO CHE L’APPARECCHIO NON SIA REVISIONATO O A NORMA .SAI CHE MANICOMIO CHE SCATTEREBBE .TRIBUNALI INTASATI PER DECENNI E MAGISTRATI COSTRETTI A CONTROLLARE UN CENTINAIO DI MILIONI DI CONTATORI !!!

sparviero51

Gio, 16/07/2020 - 18:54

LA MAGISTRATURA PENSI A SMALTIRE IL MOSTRUOSO PREGRESSO PIUTTOSTO CHE INVENTARSI NUOVE STUPIDAGGINI DA AZZECCAGARBUGLI !!!

Massimo Bernieri

Gio, 16/07/2020 - 18:58

Se la gente rispettasse i limiti giusti o sbagliati che siano ci sarebbero certamente meno morti e feriti.I macchinisti dei treni,rispettano i limiti velocità nella varie tratte e non si pongono il problema"il limite è troppo basso potrei andare più veloce"

vinvince

Gio, 16/07/2020 - 19:17

I limiti di velocità devono essere soltanto indicativi ... è il conducente che deve sapere come comportarsi. In caso di incidente è il giudice che stabilisce le responsabilità. Basta multe facili... basta radar e autovelox !!!

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Gio, 16/07/2020 - 19:21

Smettete di usare l'auto lo Stato ed i Comuni vi derubano ed impoveriscono

spiderbatbug

Gio, 16/07/2020 - 19:55

I negozianti devono sottoporre periodicamente a revisione fiscale le loro bilance, perché gli autovelox non dovrebbero essere controllati? In campo stradale le procedure sono tutte a sfavore del cittadino: presunzione di colpa, ricatto finanziario ad autoaccusarsi quando le autorità non sono in grado di stabilire chi sia il conducente in infrazione (roba da far rigirare Beccaria nella tomba). Il problema comunque sta nell'inciviltà degli italiani i quali, di fronte a norme esose, non si organizzano per combatterle civilmente ma cercano di aggirarle con quale furbata personale.

Ritratto di Candidoecurioso

Candidoecurioso

Ven, 17/07/2020 - 10:08

@popi46... hai assolutamente ragione... e il fatto che una multa abbia il diritto di scomodare la corte di Cassazione significa solo che in Italia ci sono troppe leggi e troppo poca autorità...

Rugantino49

Ven, 17/07/2020 - 10:13

Il vero problema sta nel fatto che in Italia i limiti vengono molto spesso imposti per evitare di eseguire i necessari lavori di manutenzione (per cui è un continuo balletto di limiti) e che neppure vengono rimossi dopo che i lavori sono stati effettuati... I conducenti, quindi, sono costretti a valutare caso per caso se si tratti di limiti sensati o no! Altrove, invece, i limiti vengono imposti nell'interesse degli utenti, e quindi se li violi lo fai a tuo rischio e pericolo, ma non di multe ma di incorrere in incidenti!

Ritratto di abraxasso

abraxasso

Ven, 17/07/2020 - 10:52

Dopo tre corsi di recupero punti, un mese di sospensione della patente, più di 5.000 euro pagati alle varie amministrazioni comunali per infrazioni ai limiti di velocità (con la motocicletta), ho deciso che era venuto il momento di tenere per me i miei soldini: adesso rispetto i limiti e sto tanto bene che mai. Ho visto che così facendo la mia media generale è passata da 48 Km/ora (quella di quando non rispettavo i limiti) a 47 Km/ora...volete mettere!

Nonmimandanessuno

Ven, 17/07/2020 - 12:19

Non entro nel merito dell'articolo, e dico solo che si sta cercando di dare ancora più potere ai magistrati ,tra l'altro facendogli perdere tempo per cose talvolta banali.wusnto vista in termini di tempo, persone occupate, carte scritte, avvocati un qualcosa che all'inizio vale solo pochi euro?