"Bagni minuscoli, zero norme Covid". L'ira degli agenti a difesa del G20

Stanze lontane dal centro. Camere divise in due alla faccia del Covid. Esplode sui social la protesta dei poliziotti dirottati su Roma in vista del G20

"Bagni minuscoli", "zero norme Covid". L'ira degli agenti a difesa del G20

Stanze lontane dal centro. Camere divise in due alla faccia del Covid. Bagni “di un metro quadro, privi di areatore e doccia”, per di più “non a uso esclusivo” dei poliziotti. E ancora “lampadine fulminate”, “cassaforte rotta”, convivenza tra “due persone estranee in camera senza richiedere il tampone”. Il malcontento per le “condizioni di lavoro” degli agenti dirottati su Roma in vista del G20 corre sui social, passa di bocca in bocca tra le divise, invade le chat whatsapp. “Nonostante il capitolo di spesa sia coperto dai fondi europei e l’evento sia stato programmato da circa 12 mesi - fa notare un investigatore al Giornale.it - ci siamo ridotti a stare in camere doppie con bagno in comune in piena pandemia”.

Per l’evento di sabato e domenica la questura di Roma sta organizzando un dispositivo di sicurezza mastodontico, mai visto in precedenza. Cinquemila poliziotti in strada, droni, elicotteri, cecchini sui tetti. La Capitale verrà blindata in quattro zone rosse, con particolare attenzione alla nuvola di Fuksas all'Eur, sede dell’incontro tra i capi di Stato e di governo. L’area verrà interdetta dalle 19 di venerdì, la cinofila e gli artificieri renderanno sterile un’area di quasi 10km quadrati. L’Aeronautica terrà pronti i caccia Eurofighter per eventuali operazioni di scramble. La strada dove vive il premier Mario Draghi è stata chiusa. E una buona parte delle forze in campo, comprese Arma dei carabinieri, Finanza e 500 soldati dell’Esercito, presidieranno tutte le zone a rischio: palazzi del potere, sindacati, luoghi simbolici. Non c’è solo il terrorismo da tenere a mente: le tensioni internazionali (Afghanistan e Turchia) rappresentano possibili fattori di rischio, così come le manifestazioni no green pass e contro il governo. In piazza San Giovanni si riunirà Rifondazione Comunista per contestare l’ex banchiere. L’Usb partirà da piazzale Ostiense per arrivare alla Bocca della Verità. Poi sono già previsti sit-in, spesso estemporanei, di no green pass e similari. Se neofascisti e no global/anarchici dovessero superare gli antichi dissidi e marciare assieme, sfruttando il malcontento verso il lasciapassare verde, la miscela potrebbe diventare esplosiva. L’assalto alla Cgil di due settimane fa ne è la dimostrazione plastica.

Per questo il questore di Roma ha richiamato da altre strutture d’Italia circa 2.400 aggregati. Agenti, carabinieri e finanzieri stanno convergendo sulla capitale dal resto dello stivale. Il motivo è semplice: per tre giorni di fuoco sono necessari più effettivi di quelli disponibili normalmente, soprattutto se la sorveglianza deve essere garantita giorno e notte. Richiamare agenti in città, però, prevede anche la necessità di alloggiare da qualche parte le divise. Ed è qui che casca l’asino. I sindacati sono stati sommersi da segnalazioni di “anomalie”. Il Sap lo ha denunciato sui social. Il Siap ha “sollecitato il questore a vigilare sullo stato delle strutture adibite ad alloggio del personale”, viste le problematiche. “Chiediamo ai cittadini di rispettare delle restrizioni - ragiona un agente - e poi succedono queste cose?”. A innervosire è soprattutto la presunta assenza di prevenzione dal contagio Covid secondo “le circolari emanate dal dicastero”. Sarebbe infatti necessario garantire distanziamento, evitare la promiscuità, soprattutto se gli agenti che devono condividere la camera e il bagno non si conoscono. Va bene che gli operativi sono vaccinati, ma questo purtroppo non garantisce sul contagio. “Come se non bastasse - conclude un poliziotto - Siamo in hotel a 30km dal centro senza sufficienti posti auto per cui decadono anche i requisiti di sicurezza”.

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