Bari, l'università agli studenti "Pulite le aule che imbrattate"

L'ateneo del capoluogo pugliese chiede agli studenti del Dipartimento di Informatica di contribuire alla pulizia dei locali aperti fuori dall'orario di lezione

Chi sbaglia, paghi. E chi sporca, pulisca. Sembra questo il motto dell'Università di Bari. Che, come racconta l'edizione locale di Repubblica, ha messo gli studenti del Dipartimento di Informatica di fronte ad un inedito aut-aut: se vogliono utilizzare le aule al di fuori dell'orario di lezione, devono contribuire alla pulizia dei banchi e delle strutture.

La misura è stata adottata dopo i troppi, ripetuti episodi di imbrattamento avvenuti mentre gli studenti erano impegnati in attività di studio al di fuori della sorveglianza del personale docente.

"Il materiale utile alla pulizia è già disponibile presso la direzione - spiega il direttore di Dipartimento Donato Malerba - Ho stimato che questo intervento in tutte le dieci aule utilizzate per la didattica supera le 40 ore di lavoro. Peraltro 40 ore di lavoro per 1,200 studenti che certamente frequentano il nostro doipartimento significano che ognuno di loro deve dedicare soltanto due minuti alla struttura in cui deve soggiornare."

Alcuni degli studenti dell'ateneo di Bari hanno accettato la proposta e si sono messi al lavoro, ma non sono mancate anche le proteste. Sigle universitarie come Link giudicano "inaccettabile" la richiesta di "lavorare gratis per l'università": "siamo stanchi di pagare le inefficienze del sistema universitario". Chissà se sono stanchi anche di vedere i banchi imbrattati.

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Commenti
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elkid

Ven, 25/11/2016 - 11:39

-----senta caro giornalista ---non so se lei l'ha fatta l'università e se si a quando risale----ma vada a vedersi a quanto ammontano oggi le tasse universitarie e mi dica sinceramente se oltre a pagare ste cifre pazzesche per avere diritto allo studio--lo studente deve pure pulire gli ambienti----roba da pazzi----hasta

cicocichetti

Ven, 25/11/2016 - 12:27

elkid che te la prendi a fare col giornalista ? quello fa il suo mestiere ! prenditela col direttore dell'ateneo semmai. fallito !

vince50

Ven, 25/11/2016 - 15:53

Speriamo che i ragazzi(si fa per dire)non lo riferiscano ai loro genitori iperprotettivi,rivoluzione in piena regola.Chi sporca deve pulire come fanno da altre parti molto più civili di noi,poveri cuccioli vanno protetti e non responsabilizzati fino a 50anni.

PerQuelCheServe

Ven, 25/11/2016 - 17:06

@elkid - voi rossi avete sempre le fette di salame sugli occhi. Nessuno vuol far fare le pulizie (oddio che ovvove pulive, noi così studenti, così colti, brrrr) agli studenti invece che agli addetti. Mi sembrerebbe però azione di educazione e buon senso che se lancio la carta nel cestino come fosse un pallone da basket, e non centro il bersaglio, poi alzi le mie chiappette e vada a buttar via la carta. Solo i figli di papà aspettano sempre che la serva spazzi il suolo da dove hanno appena sollevato il piede. Che Lei - finto rosso - in realtà sia uno di loro?

il_viaggiatore

Ven, 25/11/2016 - 22:46

@elkid Care le tasse universitarie? Vuoi scherzare? Pensi che DAVVERO l'università si regga con quei quattro soldi (1500-2000 euro) che tira fuori annualmente lo studente? Manco i caffè ci paga. L'università si regge col fondo di finanziamento ordinario del MIUR. Detto in altri termini, per tenere le tasse basse i costi sono a carico dell'intera collettività, ossia di chi all'università non ci va. Se fossero gli studenti a finanziare l'università la retta sarebbe come quella americana: 40000$/anno. Di sicuro non sporcherebbero.

il_viaggiatore

Ven, 25/11/2016 - 22:47

@PerQuelCheServe Invece fare le pulizie si dovrebbe. Nelle scuole giapponesi già da piccoli sono i bambini a pulire e non i bidelli, bagni compresi. Il risultato è che il giapponese non sporca, per evitare di essere costretto a pulire.