Bari, nuovo attentato: nel mirino i carabinieri

Il fatto è accaduto in provincia, a Gioia del Colle, a pochi giorni dall'episodio di Andria. Distrutte due vetture

Un nuovo attentato nel cuore della notte. Nel mirino, ancora una volta, i carabinieri. Il fatto è accaduto a Gioia del Colle, un Comune in provincia di Bari. Due auto dei militari dell'Arma sono state date alle fiamme nell'area di parcheggio della caserma, in piazza Umberto. Le due atovetture sostavano una di fronte all'altra quando ignoti hanno appiccato il rogo. Si tratta di un mezzo privato di un carabiniere ed una vettura di servizio dell'Arma. Ora sono in corso le verifiche sull'origine dell'incendio. Intanto le auto sono state rimosse. Quella distrutta completamente è la "civetta" (mezzo usato per le indagini, gli appostamenti, ecc), parzialmente danneggiata è, invece, quella privata.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, a prendere fuoco per prima è stata l’auto civetta, poi le fiamme hanno avvolto anche l’auto privata di un militare, danneggiando, in particolare, la parte anteriore del mezzo, come si vede sulla pagina Facebook del quotidiano locale "BitrittoLive".

Il fatto è accaduto a pochi giorni dall'episodio di Andria. Un ordigno artigianale è esploso durante la notte sotto l'auto privata di un carabiniere. Il militare è in servizio presso il nucleo radiomobile della stazione di Andria, nella provincia Bat, in Puglia, ma il fatto è accaduto a Ruvo di Puglia, un Comune in provincia di Bari.

L'ordigno è stato posizionato da ignoti sotto la vettura. Tanta la paura per chi, nel cuore della notte, è stato svegliato dal boato. L'utilitaria presa di mira, invece, è andata completamente distrutta. Era parcheggiata sotto l'abitazione del carabiniere quando la bomba è esplosa. Fortunatamente nessuno passava di lì in quel momento e, quindi, non si sono registrati feriti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione locale ed i vigili del fuoco.

Sul caso indagano i militari dell'Arma. Si cerca di capire se l'attentato possa essere stato un gesto di ritorsione. Gli investigatori cercano di risalire ai responsabili e di capirne il movente. Ancora, a distanza di giorni, non si sa nulla. Quello che per ora si sa è che la bomba era stata costruita artigianalmente e che, con tutta probabilità, era costituita da tritolo.

E ancora, il 4 dicembre del 2018, a Corato, un altro Comune in provincia di Bari, una bomba esplose sotto l'auto di un militare dell'Arma in servizio ad Andria. In quel caso, la vettura, una "Nissan Micra" fu distrutta dalla deflagrazione avvenuta intorno alle 4 del mattino. Non fu l'unica a rimanere danneggiata. Altre auto parcheggiate vicino subirono alcuni danni, come la facciata di alcune abitazioni della zona. Alcuni vetri andarono in frantumi e tanta fu la paura tra i residenti svegliati all'alba dal forte boato. Sul posto giunsero i vigili del fuoco e gli agenti di polizia.

Nel 2018, al contrario di adesso, sull'attentato ci fu un tweet dell'allora ministro della Difesa, Elisabetta Trenta che scrisse sul social: "La più ferma condanna contro chi vuole intimorire le Forze dell'Ordine che ogni giorno, con professionalità e dedizione, operano a tutela della difesa e sicurezza dei cittadini".

Le indagini chiariranno se esiste un collegamento fra i due fatti criminosi accaduti nella stessa provincia a pochi giorni di distanza.