Quelle polmoniti insolite a Bergamo: primi contagi a inizio gennaio?

La testimonianza del medico di base: il 7 febbraio diversi pazienti con tosse e febbre. La radiografia al torace rivelava una polmonite

Quelle polmoniti insolite a Bergamo: primi contagi a inizio gennaio?

Era il 7 gennaio del 2020. Il dottor Pietro Poidomani aveva appena riaperto il suo ambulatorio dopo la pausa natalizia. E in fila, a chiedere di farsi visitare, c'era un numero insolito di pazienti. Tanti di loro respirano a fatica e hanno la febbre. Potrebbe essere partita già a inizio gennaio la diffusione del Covid-19 nella provincia di Bergamo.

A rivelarlo è un'inchiesta del Corriere della Sera, che ha raccolto la testimonianza del dottor Poidomani, medico di base a Cividade al piano, un paese da 5mila abitanti a 25 chilometri da Bergamo. Ai primi di gennaio, quando riapre lo studio, i pazienti in fila sono tanti e i primi 5 hanno tutti lo stesso problema: sono anziani, già vaccinati contro l'influenza stagionale, ma hanno ancora febbre e tosse. Ad ognuno di loro, il medico prescrive una radiografia al torace. E il risultato è uguale per tutti: "Complicazione da polmonite, con marcati addensamenti interstiziali", si legge sul quotidiano. Quel giorno, saranno in totale 12 i pazienti con quegli stessi sintomi e la situazione si ripete anche nei giorni successivi.

Insospettito dalla strana situazione, il dottore si confronta coi colleghi dei paesi vicini e scopre che anche loro hanno avuto a che fare con diversi pazienti, che presentavano gli stessi sintomi. Così, secondo quanto riporta il Corriere, a metà febbraio avrebbero scritto all'Azienda di tutela della salute della provincia di Bergamo, per chiedere una verifica sulle radiografie toraciche effettuate negli ultimi mesi. Ma dall'Azienda non sarebbero arrivare risposte. "Già verificando i dati, avremmo potuto salvare qualche vita- ha detto Poidomani- Ma nessuno si è posto la domanda giusta. E così siamo arrivati al momento cruciale a mani nude, senza attrezzature, senza bombole a ossigeno".

Ma a inizio gennaio nessuno pensava che il virus potesse arrivare in Italia e la creazione della prima task force creata dal Ministero della Salute risale al 22 gennaio 2020. Solamente alla fine del mese verrà proclamato lo stato di emergenza e il governo inizierà a muoversi mettendo in atto i primi provvedimenti, fino alla chiusura dell'italia, l'8 marzo.

Il paziente 1 era stato rintracciato a Codogno, il primo paese a diventare zona rossa. Poi, nelle settimane successive, il Sars-Cov-2 ha colpito duramente Bergamo e i paesi vicini. E proprio lì, il virus avrebbe potuto essere già in circolazione dai primi giorni del 2020, quando il dottor Poidomani aveva iniziato a ricevere diversi pazienti con tosse, febbre e difficoltà respiratorie. Anche lui si è ammalato di Covuid-19: lo scorso 2 marzo era stato ricoverato in terapia intensiva, fino al 13 marzo. Solamente venerdì scorso, il doppio tampone negativo gli ha confermato la guarigione e ora tornerà al lavoro nel suo ambulatorio.

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