BIVIO Gli operatori vedono i mercati in rialzo ma studiano il «piano B»

Piazza Affari nel 2015 sta regalando soddisfazioni agli investitori. Il Ftse Mib, l'indice di riferimento dei titoli a maggiore capitalizzazione, ha segnato dall'inizio dell'anno un incremento superiore al 25 per cento. La Borsa è lo specchio della situazione economica del Paese: anche se ancora non si intravedono concretamente sicure prospettive di miglioramento complessivo - soprattutto dal punto di vista occupazionale - vi sono oggettivamente segnali che fanno sperare per il meglio. Ad esempio, il calo dei tassi di rendimento dei titoli di Stato e l'incremento del Pil (+0,3%%) nel primo trimestre dell'anno. Piazza Affari è riuscita ad anticipare queste tendenze poiché gli investitori hanno immediatamente compreso che l'immissione di liquidità sul mercato da parte della Bce tramite il cosiddetto Quantitative Easing avrebbe creato le condizioni per un'ulteriore crescita dell'azionario. Merito del numero uno dell'Eurotower, Mario Draghi, dunque.

Il naturale entusiasmo, però, può rivelarsi un'arma a doppio taglio. Occorre fissare parametri ben precisi in base ai quali regolare gli investimenti. La risalita del FtseMib ha consentito di recuperare i livelli anteriori alla crisi del debito sovrano dell'estate 2011. I valori sono ancora lontani dai picchi del 2007, quando il bubbone americano dei mutui subprime era ben di là dallo scoppiare. Fermo restando che la diversificazione debba rappresentare il principio-guida di tutti gli investitori, è necessario porsi alcuni interrogativi. Come quello evidenziato dal presidente della Consob, Giuseppe Vegas, nel suo discorso di qualche giorno fa. «L'enorme liquidità affluita sui mercati borsistici ha contribuito a innalzare in maniera repentina il valore delle azioni portando a una crescita del rapporto tra prezzo e utili che potrebbe segnalare il rischio di bolle speculative», ha sottolineato.

Continuare a puntare sulle azioni o cercare di predisporre una exit strategy che consenta di attutire eventuali imprevisti (come il peggioramento della crisi greca con conseguente flessione dei titoli di Stato di Eurolandia)? È questa la domanda che si pongono tanto gli specialisti dei mercati e i professionisti della consulenza nella gestione di patrimoni quanto i trader «fai da te» che operano sul pc di casa. Una risposta interessante è quella che proverrà dalla sedicesima edizione di Investment & Trading Forum, il più grande evento italiano indipendente e gratuito dedicato agli investimenti, al trading online e al risparmio gestito (organizzato da Traderlink, Trading Library e Morningstar), che si svolge al PalaCongressi di Rimini oggi e domani. Saranno oltre cento gli appuntamenti, suddivisi in quattro aree tematiche (Trading, Investment & Trading, Consulenza finanziaria, Investment) per aiutare il visitatore a selezionare il proprio percorso didattico, a seconda che si tratti di un aspirante trader, di un esperto del trading, di un promotore o semplicemente di un risparmiatore attento a come costruire e mantenere il proprio portafoglio.

Tra gli ospiti più attesi si segnala Philippe Aghion, docente di Harvard e potenziale candidato al prossimo Premio Nobel per l'Economia, che terrà oggi a mezzogiorno una lezione sulla teoria della crescita economica. Alle 14.30, sempre oggi, un altro superospite sarà Warren Mosler, gestore pluripremiato negli anni '80 e fondatore della Modern Monetary Theory, dottrina economica critica nei confronti della moneta unica. Anche in questa edizione saranno presenti le star del trading come Daniel Gramza (dal vivo), Daryl Guppy e John Bollinger (in videoconferenza) che illustreranno le strategie di investimento applicabili ai differenti scenari possibili.

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