A Bolzano arriva l'esame del Dna sugli escrementi di cane ​non raccolti

Stretta del Comune per "una città più pulita". Gli animali dovranno sottoporsi a un prelievo di saliva e verrà crato un database con il loro Dna

A Bolzano arriva l'esame del Dna sugli escrementi di cane ​non raccolti

Il Comune di Bolzano ha detto basta. Gli escrementi di cane non raccolti, seminati lungo i marciapiedi e le zone pedonali, non potranno più sporcare la città. E in soccorso del Comune, nella lotta per una "città più pulita" arriva l'esame del Dna.

È in arrivo, infatti, l'introduzione della legge provinciale, che prevede l'esame del Dna sugli escrementi del cane non raccolti dal padroni e le relative sanzioni. Da tempo, l'assessorato all'Ambiente del Comune di Bolzano, capoluogo altoatesino, si sta battendo, per avere la possibilità di individuare i responsabili dei "ricordini" degli animali, così da risalire anche al padrone, colpevole di non averli raccolti e gettati nel cestino. L'obiettivo è quello di introdurre l'esame del Dna per le deiezioni canine. In questo modo, si darebbe un grande contributo, per rendere la città più pulita. Ora, la legge provinciale che prevede l'introduzione del test sulle feci dei cani è pronta ma, prima di entrare in vigore, deve essere resa nota la regolamentazione dei costi e le tempistiche definitive, che comunicheranno l'avvio della norma.

Una volta introdotta la legge, i proprietari "furbetti" dei nostri amici a quattro zampe non avranno vita facile e dovranno stare attenti al luogo in cui il proprio cane fa i suoi bisogni. Pena, l'individuazione dell'animale, tramite l'esame del Dna sugli escrementi, e multe salate. Ai proprietari verrà imposto di sottoporre i cani a un prelievo del pelo o della saliva, così da riuscire a mapparne la genetica. In questo modo, verranno censiti tutti i cani e, una volta che il lavoro sarà completato, partiranno i controlli sugli escrementi non raccolti. Così, non sarà più necessario cogliere sul fatto i trasgressori, ma basterà effetuare il prelievo di un campione di Dna, per effettuare il test, che riporterà a uno degli animali presenti sul database. A questo punto, seguirà una multa al proprietario del cane, che potrebbe essere aumentata, rispetto agli attuali 100 euro.

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