Bossetti in aula: nervoso al processo e i legali chiedono la nullità del Dna

Il muratore, in carcere dal 16 giugno dell'anno scorso, è stato fatto entrare da un ingresso secondario del Tribunale di Bergamo

Bossetti in aula: nervoso al processo e i legali chiedono la nullità del Dna

È finalmente cominciato il processo a carico di Massimo Bossetti per l'omicidio di Yara Gambirasio. Folla di curiosi davanti al Tribunale di Bergamo mentre dentro parte il processo. Il muratore, in carcere dal 16 giugno dell'anno scorso, è stato fatto entrare da un ingresso secondario del Tribunale di Bergamo a bordo di un furgone della Polizia penitenziaria ed è entrato direttamente in aula. Subito dopo Bossetti si è accomodato nella "gabbia" degli imputati. Massimo Bossetti indossa jeans e polo grigio scuri, ai piedi un paio di scarpe di tela. Nel gabbiotto in vetro dell'aula dove si svolge il processo è seduto su una sedia, i gomiti appoggiati ad un tavolo, in modo da guardare i giudici e dare le spalle al pubblico. In molti hanno notato segni di nervosismo da parte del muratore di Mapello. Il suo nervosismo trapela dal continuo movimento dei piedi. Con lui nel gabbiotto ci sono tre agenti.

Intanto i difensori di Massimo Bossetti hanno chiesto ai giudici della Corte d’assise di Bergamo la nullità del prelievo del Dna con un boccaglio, nel corso di un controllo stradale simulato, da cui deriva che il Dna del muratore era lo stesso di Ignoto 1. Secondo gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, quel prelievo doveva essere eseguito con le garanzie difensive in quanto "non si può dire che il signor Bossetti il 15 giugno dell’anno scorso non fosse indagato" (il muratore fu
arrestato il 16). Nullo, per la difesa, anche il capo d’imputazione che fa riferimento a due luoghi diversi per l’omicidio di Yara Gambirasio: Brembate di Sopra e Chignolo d’Isola.

Intanto i giudici della Corte d’Assise di Bergamo decideranno il prossimo 17 luglio sulle eccezioni preliminari sollevate dalla difesa di Massimo Bossetti a cui si è opposta la Procura. I giudici, sempre in quella data, decideranno anche
sull’ammissione in aula delle telecamere. Anche in questo caso il pm e le parti civili non hanno dato il loro consenso. L’ udienza è stata quindi rinviata al 17 luglio.

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