Burioni deluso dall'Europa: "Non riesce a gestire l'emergenza"

Il virologo specifica: "L'isolamento non ha nulla a che vedere con il razzismo, è solo uno strumento per tranquillizzare le persone"

Burioni deluso dall'Europa: "Non riesce a gestire l'emergenza"

"Questa è una emergenza nazionale, perché non è limitata a una porzione di territorio come un terremoto. Perciò richiede un coordinamento". Questa l'opinione di Roberto Burioni, che ha voluto esprimere la propria solidarietà "a tutti i medici e gli infermieri che lavorano in prima linea". Qualcuno lo ha proposto come commissario straordinario, ma lui ha precisato: "È stato un politico, non ricordo nemmeno di quale partito. L’ho ringraziato per la stima, ma io sono più utile altrove". Ovvero anche in televisione e sui social: effettivamente in un momento particolare "in cui serpeggia il panico" ha confessato di sentire il dovere di "usare i canali di fiducia che ho aperto con le persone in questi anni per compiere un’operazione di verità".

Nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera, il virologo ha ammesso che - piuttosto che il governo o gli enti locali - a deluderlo maggiormente è stata l'Europa: "Sono cresciuto con il mito degli Stati Uniti d’Europa. Vedere che non riesce a gestire neanche questa emergenza… Il virus non è una questione divisiva come i migranti". A suo giudizio bastava "fissare una linea comune - stesse regole a Parigi e a Milano - e ci si sarebbe tranquillizzati l’un l’altro. Non si possono chiudere frontiere che non ci sono più".

"Isolamento non è razzismo"

Pare che in Italia la situazione sia peggiore che altrove: "Da noi è sfuggito il paziente zero. Ma se troviamo più casi è perché ne cerchiamo di più". Tuttavia va sottolineato che al momento non stanno emergendo focolai secondari: "Significa che la crisi è circoscritta". Del Covid-19 si sa ancora poco, perciò ha colto l'occasione per invitare a non divulgare false conoscenze: "Il virus è passato dal pipistrello all’uomo, questo è sicuro". Ciò che lo preoccupa è "la saturazione degli ospedali".

Gli hanno dato del duro in un Paese di buonisti: "L’isolamento non ha nulla a che vedere con il razzismo, è solo un mezzo per tranquillizzare le persone". Probabilmente uno dei virus più pericolosi è la paura, che però può essere combattuta con l'informazione: "Se un bambino teme che nella stanza ci sia un mostro, bisogna accendere la luce. Io sono il primo a dire che il Coronavirus non è un raffreddore. Ma questo non significa che sia la peste".

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