Business model workshop: ecco le regole d'oro per l'azienda "totale"

Sergio Bonomi e Ugo Donelli hanno rivoluzionato il modo di pensare e di far crescere un'azienda grazie a un metodo che sviluppa il gioco di squadra

Quando l'Ajax inventò il calcio totale qualcuno si mise a ridere. Il buon vecchio catenaccio, palla avanti e correre, avrebbe sempre funzionato. Salvo accorgersi poi che quella squadra aveva reinventato il calcio prendendosi 3 Coppe dei Campioni in tre anni. Se il calcio è un gioco di squadra in cui tutti sanno cosa fare e cosa fanno gli altri, allo stesso modo lo è il lavoro di un'azienda. Ma come uscire dal catenaccio e giocare palla a terra con le idee? Serve un business model efficace e che sappia mettere tutti i componenti del team nelle condizioni di tirare in porta.

A fare del business model vincente una missione professionale sono Sergio Bonomi e Ugo Donelli. Dal 2011 i due fondatori di Hugowiz.it, società che si occupa dello sviluppo e dell'insegnamento dei business model, hanno dato vita ad un metodo di lavoro veloce ed intuitivo: "Spesso le idee migliori già esistono, vanno solo sistemate nel canale giusto. Gli imprenditori che vengono da noi hanno un problema chiaro: vogliono incrementare le vendite, ma non conoscono i loro clienti", spiega Ugo Donelli. La soluzione arriva proprio dal modello Canvas che Donelli e Bonomi cercano di spiegare a chi vuole fare impresa in modo efficace: "Il rapporto col cliente è fondamentale e conoscere bene la propria clientela è una delle soluzioni immediate per un'azienda in difficoltà. Il modello Canvas serve proprio a questo, ovvero ad individuare qual è il problema da risolvere". Il cliente infatti è solo uno dei punti critici da tenere d'occhio, come spiega Donelli: "Le parole chiave su cui si articola il modello Canvas sono nove: i clienti, il valore, i canali, le relazioni, i ricavi, le risorse, l'attività, i partner e infine i costi". Questi elementi che costituiscono il modello Canvas vanno considerati in una visione di insieme: "Lo schema con queste parole chiave va visto nella sua completezza, solo così il dipendente o l'imprenditore può capire esattamente il suo ruolo nell'azienda e come gira il meccanismo del business". E gli esempi di successo che arrivano dopo i workshop guidati da Bonomi e Donelli sono tantissimi: "Un imprenditore che produceva un prodotto per le pulizie a base di titanio ci ha contattati - spiega Donelli al Giornale.it - ma non riusciva a vendere bene sul mercato. Così in un workshoop di circa 8 ore intensive abbiamo sviluppato il business model per la sua azienda e di fatto, dopo, su due clienti che chimavano uno acquistava con un ordine e si prenotava già per un altro successivo. Il problema dell'imprenditore era il rapporto col cliente". E quando un'azienda riparte non è solo una vittoria del singolo, ma di tutti i dipendenti che imparano a fare il lavoro di squadra. L'idea di insegnare a fare business nasce per caso dall'idea di un app mai nata: "Si chiama Myhozo, un social che mettesse in contatto i condomini di uno stesso condominio. Quell'app non è mai partita - spiega Bonomi - perché ci mancavano gli strumenti per far partire il nostro business. Così abbiamo letto Business model generation di Alexander Osterwalder. Da lì è nata l'idea di insegnare agli altri il business model vincente col metodo Canvas".

Una storia che ormai dura da circa 5 anni e che ha dato l'opportunità a imprenditori e dipendenti di rinascere sul mercato grazie ai workshop. E proprio il prossimo 15 giugno in via Negri si terrà un workshop di Donelli e Bonomi dedicato a studenti e inoccupati. Il costo per questi ultimi è di 100 euro, per imprenditori e dipendenti invece è di 500 euro. Una carta vincente da mettere in Cv per chi si affaccia sul mercato del lavoro, un modo nuovo e veloce per conoscere la propria azienda per chi lavora. L'azienda "totale" non ha bisogno di un solo Crujff, ma di una squadra che sappia fare tutto e sappia cosa fanno tutti.

Per informazioni: businessmodelworkshop.it