Il capo della baby gag in carcere, il padre: "Ora vediamo quanto vali"

La polizia di Milano ha arrestato un 15enne, con un precedente per violenza sessuale, e un 17enne perché accusati di essere a capo di una baby gang responsabile di una serie di rapine, aggressione e raid vandalici al quartiere Adriano

Il capo della baby gag in carcere, il padre: "Ora vediamo quanto vali"

"Io sono stato in carcere, adesso ci vai anche tu così vediamo quanto vali". È quanto ha detto un padre pregiudicato quando ieri la Polizia si è presentata a casa sua per arrestare il figlio 15enne, ritenuto essere uno dei capi di una violenta baby gang che da mesi imperversava nel triangolo Precotto-quartiere Adriano-Crescenzago alla periferia Nord-Est di Milano.

Per gli agenti del commissariato di Villa San Giovanni il ragazzino, con alle spalle già un’accusa di violenza sessuale e lesioni ai danni di una coetanea guidava, insieme a un 17enne di origini nordafricane, un “branco” composto da un’altra dozzina di giovanissimi protagonisti di una serie di rapine, aggressioni e raid vandalici avvenuti tra luglio 2020 e febbraio 2021. Secondo quanto riferito, il gruppo andava in giro facendosi chiamare "KO gang" perché alcuni dei membri erano dei piccoli cantanti trap in erba. Il loro punto di incontro, hanno accertato gli investigatori, guidati dal dirigente Alessandro Chiesa, era l'Esselunga di via Adriano. Lì si davano appuntamento e poi partivano per i blitz, sempre in almeno una decina e sempre con a capo il 15enne e il 17enne. Le indagini sono iniziate la sera del 10 gennaio 2021, a seguito di un doppio colpo in zona via Palmanova, il territorio di caccia preferito dei ragazzini, che - spesso armati di coltello - sfruttavano poi il sottopassaggio della metro di Crescenzago per dileguarsi in caso di arrivo delle forze dell'ordine. I primi a finire nel mirino del branco erano stati due 12enni e una 13enne che erano stati rapinati dei cellulari dopo essere stati minacciati. In aiuto dei tre era intervenuto un fratello maggiore di una delle vittime insieme a due amici, quasi maggiorenni, che però circa mezz'ora dopo avevano dovuto fare i conti con la "KO gang". Come gesto di rappresaglia per vendicare l’onta, infatti, i baby criminali avevano raggiunto i giovani, li avevano picchiati e gli avevano portato via una cassa bluetooth. In quell’occasione gli agenti delle Volanti erano riusciti a bloccare il 15enne, che tuttavia era stato lasciando andare con una denuncia a piede libero.

Il 26 gennaio ancora violenza, con modalità praticamente identiche. Il gruppo aveva massacrato di botte un 46enne peruviano incrociato su un bus della linea 53, la cui unica colpa era stata chiedere al 17enne di mantenere le distanze imposte dalle norme anti covid. Appena l'uomo era sceso dal mezzo, i ragazzi lo avevano prima insultato pesantemente e al primo cenno di reazione avevano scatenato su di lui la furia del branco con calci e pugni, procurandogli ferite guaribili in 10 giorni. Il 9 febbraio, invece, a incrociare la “KO gang” erano stati due 15enni, fermati in via Pontano. Uno dei due era riuscito a scappare mentre l’amico prima aveva consegnato lo smartphone e poi si era preso le botte. Quattro giorni dopo nessun ferito, ma una sorta di prova di forza che descrive perfettamente l'indole criminale dei giovanissimi. La gang si era ritrovata alla solita Esselunga e aveva fatto ingresso nel supermercato passando però dall'uscita. Quando il vigilante aveva ripreso e fermato i ragazzi, il 15enne gli si era avvicinato e gli aveva detto: "Ti prendo la pistola e ti sparo in gola".

A quel punto i poliziotti sono andati indietro nel tempo e hanno trovato un altro raid vandalico che hanno attribuito al gruppo grazie all'incrocio dei vido di sorveglianza e i profili social del gruppo. Il 27 luglio 2020, in quindici erano saliti su un autobus della linea 86 senza mascherine, costringendo il conducente a fermare la vettura per chiedere loro di rispettare le disposizioni anti Covid. Quel rimprovero ha scatenato la furia dei minorenni, che hanno prima insultato e preso a sputi il dipendente dell’Atm e poi spaccato lo specchietto retrovisore del mezzo rendendolo inutilizzabile. Sempre ieri, invece, sono stati presi dai Carabinieri due giovani milanesi di origine marocchina per aver commesso almeno tre rapine tra il parco di largo Marinai d’Italia e i giardini di piazza Grandi. È invece di sabato scorso l’arresto dei quattro giovani autori, tutti residenti tra via Gola e via Borsi, di due violente rapine lungo il Naviglio a inizio del 2020.