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Cara Elly, befana non è un insulto

I sinistri con gli slogan non hanno rivali, quando ci si mettono son davvero efficaci nell'enfasi emotiva e maestri nell'iperbole, però hanno un vizio: non stanno attenti su chi sparare le loro cartucce. Alla fine corrono il rischio di sprecarle

Cara Elly, befana non è un insulto
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Me li immagino, i sempre vigili capigruppo di Senato e Camera a telefonarsi senza indugio: Ma hai visto? Cose da pazzi. Qui si passa ogni limite. Necessaria un'immediata nota congiunta. Chi la fa? La nota arriva. È davvero grave il gesto compiuto dal sindaco di Trieste Dipiazza. Deve scusarsi. E subito. Anche un furioso Nicola Zingaretti ricorda, dando prova di grande sensibilità ed empatia, "è grave che un sindaco rappresentante le istituzioni in un giorno come questo, con le salme dei ragazzi morti a Crans-Montana appena arrivate in Italia, non trovi di meglio che insultare e offendere la segretaria del Pd". E poi tutti insieme, quelli del Pd per una volta coesi e ingaribalditi, a condannare energicamente il gesto che con miserevoli ambizioni di spirito goliardico svela solo grettezza e volgarità, oltre che essere un gesto tipicamente di destra, e cioè facente parte di quella cultura che denigra sistematicamente l'avversario attraverso gesti sessisti e indegni fino a usare il body shaming come arma politica, addirittura, squallidi miscredenti, durante le vacanze di Natale!

Intimano quindi alla presidente del Consiglio di dissociarsi fermamente non solo dal sindaco, che ha ripostato l'immagine che stava rimbalzando sui social di Elly Schlein mascherata da befana, ma anche da tutti i partiti che lo sostengono. Insomma, un Dipiazza tramutato in untore di manzoniana memoria e da oggi reietto e ripudiato senza appello dai suoi stessi fratelli. Certo, i sinistri con gli slogan non hanno rivali, quando ci si mettono son davvero efficaci nell'enfasi emotiva e maestri nell'iperbole, però hanno un vizio: non stanno attenti su chi sparare le loro cartucce. Alla fine corrono il rischio di sprecarle, e quando viene il momento di doverle usare a ragione è possibile, anzi assai probabile, che gli spari non facciano più effetto. Dovrebbero forse lavorare un po' sul senso della misura.

Comunque il triestino amatissimo sindaco Dipiazza non si è scomposto. Lui, quello che "non si è mai fatto comandare da una donna" non ha nessuna intenzione di scusarsi.

Non ne vede il motivo, perché quel "ciao befana" era nei suoi propositi niente più che un motto di spiritosaggine, e ne rivendica con brio, senza alcun tormentoso rimorso, la piena responsabilità, anche perché è meglio una Schlein befana che una Meloni con baffi hitleriani. Come dargli torto? Oltre tutto in quella foto Elly era venuta insolitamente bene, nonostante il fazzoletto sulla testa.

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