Cari genitori mandate a letto presto i vostri figli

Una volta, i bambini andavano a letto dopo Carosello. Ora di sera rimangono per ore di fronte a tv, computer, cellulari e tablet e poi faticano ad addormentarsi. Nell'ultimo secolo anche i più piccoli hanno perso oltre un'ora di sonno per notte, riposandosi in media 40 minuti meno del necessario.

L'insonnia colpisce fino a un under 14 su 5 e spesso si associa a disturbi del comportamento come iperattività, scarsa capacità di attenzione, aggressività e calo consistente del rendimento scolastico.

L'allarme lo lanciano i pediatri dell'Osservatorio Nazionale sulla salute dell'infanzia e dell'adolescenza (Paidòss), al primo Forum Internazionale svoltosi recentemente a Napoli.

Parliamo di oltre un milione di piccoli fra 3 e 14 anni e in almeno 8 casi su 10 l'insonnia non è una vera patologia, ma il frutto delle cattive abitudini.

I medici puntano il dito contro i genitori, che ne sono responsabili e presentano le «regole dei cinque sensi» per restituire ai bimbi la serenità notturna. Bisogna creare, dicono, una cameretta che aiuti a fare sogni d'oro. Per la vista, no a tablet, computer e tv dopo le 8 di sera. Per il gusto, pasto leggero e una tazza di latte prima di dormire. Per l'olfatto, lenzuola fresche e profumate, magari alla lavanda che riduce la frequenza cardiaca preparando al relax. Per il tatto, temperatura della stanza attorno ai 18 gradi per non alterare la termoregolazione. Per l'udito, 30 minuti prima di andare a letto ridurre i rumori in casa e, in caso di zona molto rumorosa, usare il «rumore bianco», quello omogeneo prodotto da una macchina tipo ventilatore. Dopo le 9 i bambini impiegano molto più tempo per addormentarsi e si svegliano più spesso di notte. È il normale ciclo biologico giorno-notte.

«Poche volte i disturbi del sonno sono conseguenza di asma, reflusso, disturbi dell'orecchio o apnee ostruttive – spiega Giuseppe Mele, presidente di Paidòss –. In tutti gli altri l'insonnia dipende da fattori psico-fisiologici legati all'organizzazione della giornata, alla molteplicità degli stimoli e alla routine data dai genitori, a cominciare dalla pessima abitudine di costringere i figli a seguirli nei locali e nei ristoranti fino a mezzanotte».

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