Caserta, incendio dell’azienda bufalina: fermati i due estorsori

Gli indagati vantavano un credito dal titolare dell’impresa e avevano l’obiettivo di prendersi l’intera attività. Di fronte al rifiuto del proprietario sono scattate prima le minacce e poi la ritorsione

C’è voluto un anno per capire le cause del rogo che, poco più di dodici mesi fa, ha distrutto un’azienda agricola di Marcianise, nel Casertano. Due uomini sono stati raggiunti dalla misura cautelare dell’obbligo di firma per tentata estorsione in concorso. Secondo gli inquirenti sarebbero stati proprio loro a dare fuoco alla struttura, dove venivano allevate le bufale da latte.

Gli indagati vantavano un credito dal titolare dell’impresa e avevano l’obiettivo di prendersi l’intera attività. Di fronte al rifiuto del proprietario sono scattate prima le minacce e poi la ritorsione. Dalle parole si passò ai fatti e l’incendio ci fu davvero, con la distruzione delle attrezzature e del fieno per le bufale.

Nelle ore immediatamente successive, ascoltando i gestori, le forze dell'ordine avevano scoperto che già da alcune settimane erano arrivate delle minacce. I due estorsori si erano presentati insieme ad una terza persona con l’intenzione di rilevare l’azienda bufalina per estinguere il debito nei loro confronti, ma non avevano ottenuto la risposta desiderata. Da qui le minacce, a cui è seguito l’incendio su cui ancora indagano le forze dell’ordine.

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