Caso Orlandi, il Vaticano archivia l'indagine ​sulla presunta sepoltura

La scorsa estate, il Vaticano aveva autorizzato l'apertura di alcune tombe del cimitero Teutonico, che si sospettava contenessero i resti di Emanuela. Erano risultate vuote, ma nei sotteranei erano stati trovati dei reperti

Caso Orlandi, il Vaticano archivia l'indagine ​sulla presunta sepoltura

Il giudice unico dello Stato della Città del Vaticano ha archiviato il procedimento relativo alla presunta sepoltura nel cimitero Teutonico dei resti di Emanuela Orlandi, la ragazza scomparsa misteriosamente il 22 giugno 1983.

Il fascicolo sulla presunta sepoltura era stato aperto la scorsa estate, dopo la richiesta dei familiari. Il Vaticano aveva autorizzato l'apertura di due tombe del cimitero Teutonico, all'interno della Città: si trattava di quella dedicata alla principessa Sofia e al principe Gustavo von Hohenlohe. I due sepolcri erano stati individuati grazie a una lettera anonima, recapitata alla legale della famiglia Orlandi, che suggeriva alla famiglia di cercare "dove indica l'angelo": sui sepolcri antichi, infatti, c'è la statua di un angelo.

Le tombe, però, erano risultate vuote. Alcune ossa erano state trovate in un locale sotterraneo, all'interno del cimitero, scoperte dopo ulteriori accertamenti disposti dai magistrati. Ma la datazione dei resti, effettuara dai periti, non corrispondeva agli anni della scomparsa della ragazza: i più recenti, infatti, risalgono a circa 100 anni fa. Per questo, è stata chiesta e approvata l'archiviazione dell'indagine. Il giudice, però, ha lasciato alla famiglia Orlandi la possibilità di procedere ad eventuali nuovi accertamenti su alcuni frammenti, custoditi dalla Gendarmeria.

"È un piccolo passo in più", ha detto Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, all'Agi, commentando la possibilità di svolgere ulteriori accertamenti sui resti trovati nei sotterranei. "È da luglio che chiedevamo come poter procedere su quelle ossa che per i nostri periti avevano bisogno di esami supplementari per essere datate in modo più preciso- ha aggiunto- Da gennaio ogni giorno ho presentato un'istanza per poter avere risposte a tutte le domande".

A detta del legale della famiglia, la collaborazione del Vaticano "non è sufficiente a chiudere una pagina così dolorosa, combattuta e controversa". E aggiunge: "Alla lettura del documento del Vaticano, sorgono perplessità sia sul metodo che sulla cosiddetta collaborazione". L'avvocato rimprovera al Vaticano di aver lasciato alla famiglia di Emanuela "l'onere di ulteriori approfondimenti": "Il Vaticano è a conoscenza delle condizioni economiche della famiglia Orlandi? È quasi improbabile che possa sostenere i costi di questi esami".

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