Cassazione: troppe chiamate al padre, condannato il figlio

Un 51enne è stato condannato in via definitiva per "reiterate condotte moleste" nei confronti del genitore, chiamato di continuo al telefono

Tra i casi di molestie spunta anche quella telefonica attuata da un uomo di 51 anni nei confronti di suo padre. Il genitore ha denunciato il figlio, che è stato condannato. Il caso è finito davanti alla Corte di Cassazione, che ha ribadito la condanna per "reiterate condotte moleste", messe in atto mediante numerose telefonate e continui contatti, anche tramite sms.

La prima sezione penale della Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato contro la sentenza con cui il tribunale di Milano, nel 2016, lo aveva condannato, pur con le attenuanti generiche, a pagare un’ammenda di 150 euro. Il figlio aveva fatto ricorso alla Suprema Corte invocando la "tenuità del fatto", tenendo conto delle "modalità dell’azione", della "minima intensità dell’elemento psicologico" e della "assenza di danno".

Ma i giudici di Piazza Cavour non hanno accolto la sua tesi, proposta per la prima volta dalla difesa solo con il ricorso in Cassazione. L'uomo dunque è stato condannato anche a versare 2mila euro e a pagare le spese processuali.

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Commenti

cgf

Mar, 09/01/2018 - 16:36

Quel padre rimpiangerà presto le [mancate] telefonate del figlio, poi cosa farà? lo denuncerà per abbandono? ovvio.