Catturato al largo di Imperia un rarissimo pesce re

Il pesce è stato catturato a circa venticinque miglia al largo di Imperia Oneglia. Si tratta di un esemplare di 48 chilogrammi, molto raro nel mar Ligure. Un pesce pelagico, che vive soprattutto nell'oceano Pacifico e nel sud di quello Atlantico

Non è da tutti i giorni pescare un pesce da quasi mezzo quintale e ancora più inusuale è la cattura del pregiato “Lampris guttatus”, meglio conosciuto come “pesce re”, appartenente alla famiglia delle Lampridae, considerato molto raro nei nostri mari e per questo molto ricercato. È stato, dunque, un colpo grosso quello di un peschereccio di Imperia, che a circa venticinque miglia al largo di Oneglia, ha tirato a bordo un esemplare da quarantotto chilogrammi.

“Andavamo per pesci castagna - racconta il marinaio Alessandro Kraiem del motopesca "Salvatore I” - abbiamo gettato i palamiti e dopo un po’, al momento di tirare a bordo il pescato, ci siamo resi conto che c’era anche un pesce re. Solitamente se ne pescano uno o due all’anno nel mar Ligure”.

Caratterizzato da un corpo ovale e compresso, il pesce re ha una forma molto particolare ed è difficile da confondere. È, inoltre, molto variopinto, con le pinne dal colore arancione intenso e una caratteristica livrea a pois bianchi. Essendo un pesce pelagico solitario, molto diffuso nelle acque temperate e tropicali - la sua provenienza è soprattutto dall’oceano Pacifico e dal sud dell’oceano Atlantico - è molto difficile da scovare.

Senza contare che vive nelle profondità e, malgrado la mole, è un provetto cacciatore, che si ciba di piccoli pesci e cefalopodi. Può raggiungere i due metri di lunghezza e il peso di tre quintali, ma solitamente vengono commercializzati solo gli esemplari che non superano i cinquanta chili.

“Lo abbiamo già battuto all'asta al porto di Oneglia”, aggiunge Kraiem. Soddisfazione per il “trofeo" anche da parte degli altri membri dell’equipaggio: il comandante Federico Rametta e il secondo marinaio Antonio Di Perna. La cattura del pesce re è avvenuta nel rinomato Santuario dei cetacei, che abbraccia un triangolo di mare, compreso tra il sud della Francia, inclusa la Corsica, tutto il mar Ligure e parte del Tirreno.

Un’area battuta da balenottere, capodogli e delfini e, recentemente - fatto più unico che raro - anche da una famiglia di orche che è stata avvistata sotto costa nel Genovese. Molte sono le uscite in mare di whale watching organizzate soprattutto durante il periodo estivo e spesso suopervisionate dal centro di ricerca Tethys, organizzazione senza scopo di lucro fondata nel 1986 per sostenere la conservazione marina attraverso la scienza e la consapevolezza del pubblico, che spesso organizza crociere di studio e avvistamento cetacei.