"Censura militare...". E Galli sbotta dalla Berlinguer

Massimo Galli ha nuovamente espresso il suo parere contrario alla proposta di autorizzare i medici e i virologia parlare in tv

"Censura militare...". E Galli sbotta in tv dalla Berlinguer

Massimo Galli è, ormai, ospite fisso di Bianca Berlinguer a Cartabianca e nell'ultima puntata del programma, in onda ogni martedì su Rai3, è tornato in modo critico sulle affermazioni del deputato del gruppo Misto, Giorgio Trizzino. "Ho chiesto con un mio ordine del giorno un impegno al Governo di intervenire affinché tutti i dipendenti delle strutture sanitarie pubbliche o private (virologi, immunologi, infettivologi, igienisti, ecc.) e degli organismi ed enti di diretta collaborazione con il Ministero della Salute, possano partecipare alle trasmissioni televisive o radiofoniche e rilasciare interviste previa esplicita autorizzazione della propria struttura sanitaria di appartenenza", ha detto in una nota il deputato, che ha sottolineato anche che lo "strombazzamento mediatico costruito spesso per la ricerca della ribalta e della notorietà è responsabile di un numero imprecisato di vittime. Credo che non si sia posta la necessaria attenzione al fenomeno e che adesso si debba porre un freno a questa vergogna".

"Dice panzane", ha tagliato corto il professor Galli, interpellato da Bianca Berlinguer, "sta avendo il suo massimo momento di gloria". Il primario dell'ospedale Sacco di Milano ha criticato Giorgio Trizzino, collega dello stesso Galli, in quanto anche lui è un medico. Davanti alle parole di Trizzino sui medici che hanno parlato in tv, Massimo Galli ha dichiarato: "La posizione assunta mi consente perfino di prendere, in linea di principio, le difese di coloro che hanno detto cose che non si potevano sentire, che non si sarebbero dovute o potute dire. Ma in un Paese democratico hanno comunque diritto di essere interpellati e di dire quel che pensano, anche se questa è una corbelleria". Il medico, quindi, ha puntato il dito: "Mi rendo conto che questa cosa ha creato danni importanti, che sono stati spesso cavalcati da altri. Queste posizioni sono state cavalcate da chi ha avuto interessi a cavalcarle".

Il primario dell'ospedale Sacco ha ricordato l'ondata autunnale di coronavirus, nonostante durante l'estate sembrava che il virus fosse andato in ritirata: "Alcuni che hanno assunto un ruolo e avevano titolo accademico e di studio per essere esperti in certe cose ne hanno detto di profondamente sbagliate". Quindi, Masimo Galli ha sferrato un affondo: "Ahime, l'unico modo per evitare questa cosa è decidere che non si è in regime di emergenza ma in stato di guerra. Mettere, quindi, una censura militare. Si parla soltanto in termini di autorizzazione diretta. Era questa la situazione? Era questo che voleva la gente? Era questo che poteva essere importante per l'informazione? Non credo".

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