Cento migranti da ospitare. E il paese chiude per protesta

Badia Prataglia, paese di montagna di 785 abitanti, dice no all’arrivo dei profughi dopo che un hotel del paese ha dato la disponibilità ad accoglierne cento

Cento migranti da ospitare. E il paese chiude per protesta

Dicono no all'invasione di profughi. E lo fanno con un sit-in ad Arezzo mentre nel loro paese (Badia Prataglia, frazione di Poppi), negozi e attività sono rimasti chiusi per la serrata. È la protesta del piccolo paese di montagna, nel Casentino, 785 abitanti di cui il 10% di origine straniera, per dire no all’arrivo dei profughi dopo che un hotel del paese ha dato la disponibilità ad accoglierne cento.

Sono disposti all’accoglienza dei migranti, ma solo per un numero inferiore di persone, più congruo rispetto alla popolazione residente nel paese. Ad Arezzo il sit-in si è svolto davanti alla prefettura: gli abitanti di Badia a Prataglia si sono portati anche dietro le chiavi dei negozi per consegnarle simbolicamente in prefettura. Tra i manifestanti anche alcuni residenti di origine albanese da tempo integrati nella piccola frazione. La protesta si è svolta dalle 9 a mezzogiorno, senza problemi: esposti cartelli e mostrata una lettera scritta al prefetto da parte della Pro Loco che guida la rivolta, per spiegare le origini della manifestazione che "niente hanno a che fare con il razzismo ma che si riagganciano a un concetto civile di accoglienza e ospitalità". L’hotel scelto per accogliere i migranti è il Bellavista. Il bando è stato vinto dalla cooperativa Domus Caritatis di Roma: 33,59 euro al giorno per persona, da un minimo di venti a un massimo di cento. E si è scelto il massimo.

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