Chi chiude e quando non lo decida la Ue

Che alla pandemia serva "una risposta globale", come ha spiegato ieri alla Camera Giuseppe Conte, è una di quelle frasi fatte, prive di reale contenuto, a cui il politichese ricorre quando vuol alludere una cosa, che nessuno comprende tranne quelli che devono capire.

Chi chiude e quando non lo decida la Ue

Che alla pandemia serva «una risposta globale», come ha spiegato ieri alla Camera Giuseppe Conte, è una di quelle frasi fatte, prive di reale contenuto, a cui il politichese ricorre quando vuol alludere una cosa, che nessuno comprende tranne quelli che devono capire. Quello che c'è da capire è che Conte per le misure di contenimento intende seguire pedissequamente quello che hanno fatto gli altri Paesi europei, Germania e Francia su tutti. Il che significa, nella migliore delle ipotesi, un cosiddetto lockdown «dolce», ma non per ristoratori e baristi i cui locali verrebbero totalmente chiusi (modello Merkel) nella peggiore il lockdown totale varato da Macron.

Ma i numeri nostri, almeno per ora, non sono paragonabili a quelli francesi e neppure a quelli tedeschi: perché dovremmo seguirli solo perché «serve una risposta globale»? Del resto, quando a marzo il governo Conte varò il lockdown più «cinese» di tutta Europa, la Germania si guardò bene dal seguirci e la Francia lo introdusse, meno rigido, ma solo quando anche l'emergenza era esplosa pure lì. Insomma, anche in questa occasione, che avrebbe potuto consentire alle nostre élite la riscoperta del valore dell'interesse e dell'autonomia nazionali, l'opportunità è andata perduta e i giallo rossi si rimettono a semplice rimorchio dell'Europa, come tradizionalmente hanno fatto i predecessori del Pd, democratici e cattolici di sinistra. Il vincolo esterno del Covid, il «ce lo chiede l'Europa», una volta erano i sacrifici e le tasse, oggi il lockdown (a cui comunque, statene certi, seguiranno pure sacrifici e tasse). È già molto discutibile applicare le medesime misure su tutto il territorio nazionale: perché far chiudere (...)

(...) i ristoranti o addirittura tutti i cittadini in Molise, dove i contagi sono fortunatamente limitati, allo stesso modo della Lombardia, a sua volta divisa in area di contagio diverse? Ma qui siamo ben oltre un approccio centralistico, siamo ad una sorta di centralismo europeo del Covid; ciò che decidono Merkel e Macron deve essere applicato in tutti i Paese della Ue? Ma non solo i dati sono per ora molto più bassi, i territori, le singole storie e vicende sono diversissime tra loro: e su tutte queste dovrebbe passare il manto uniformatore della Ue.

Se lockdown deve essere, che sia deciso almeno a Roma, e non a Berlino, a Parigi o a Bruxelles.

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