Cronache

Concessione Autostrade: Pd studia revoca solo per il tratto genovese

Il Movimento 5 Stelle spinge da sempre per togliere le concessioni ad Atlantia e ora anche i dem aprono alla possibilità

Concessione Autostrade: Pd studia revoca solo per il tratto genovese

La revoca della concessione ad Autostrade è stata la prima bega dei giallorossi. Nella prima settimana di settembre, infatti, la neo ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture – la dem Paola De Micheli – aveva fatto innervosire gli alleati di governo parlando di revisione, e non di revoca, delle concessioni ad Atlantia.

"Nel programma di governo c'è scritta una parola precisa e molto diversa: revisione. Dobbiamo rafforzare gli investimenti, la sicurezza e ridurre i costi per gli utenti", le parole dell'esponente Pd. E subito fu gelo tra la compagine pentastellata, che rispose piccata. Queste, per esempio, le parole del senatore M5s Michele Giarrusso: "La De Micheli deve ricordarsi che rappresenta un gruppo che è meno della metà del Movimento 5 Stelle. Se intende differenziare la propria posizione da quella del M5S può benissimo farlo accomodandosi fuori dal governo".

Ora, però, anche nel Partito Democratico sembra essersi fatta strada l'idea di togliere la concessione alla holding della famiglia Benetton. Con un “però”, ovvero quello di revocarla sì, ma solo parzialmente. Già nei giorni scorsi, l'ex ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio aveva aperto alla linea grillina, dichiarando che "alcune concessioni, in particolare quelle collegate alla tragedia del Morandi, vanno riviste con esperti che potranno anche arrivare fino alla revoca".

Dunque, ecco l'idea della revoca (parziale) del tratto genovese dell'A10, quello teatro – appunto – del dramma del Morandi. Una possibilità che Atlantia, come riporta

37460782?fbclid=IwAR1bdSGBZgsV3PqNLjCUEIBrhdp8IwgPffBkNyRhkPhxrtUggT7sFKtYzD4" target="_blank" data-ga4-click-event-target="external" rel="noopener">LaStampa, giudica però infattibile, perché la concessione firmata tra la società e lo Stato italiano è unica e non, quindi, "divisibile".

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