Concorsi pubblici, a 43 anni idoneo a 19 bandi ma è disoccupato

Dal 2004 il 43enne ha partecipato a circa una sessantina concorsi e ha speso circa 5mila euro per pagarsi la preparazione, il trasporto e l'alloggio

Concorsi pubblici, a 43 anni idoneo a 19 bandi ma è disoccupato

A 43 anni è ancora disoccupato nonostante sia risultato idoneo in 19 concorsi pubblici. Fabio Apicella è il nome di fantasia usato da ilfattoquotidiano.it per raccontare la surreale storia di un uomo della provincia di Salerno, laureato in Giurisprudenza dal 2004, che ha speso parecchie migliaia di euro per partecipare a circa 60 concorsi.

Ai primi bandi ha preso parte già ai tempi dell’università, ma il prossimo 31 dicembre, il suo nome comparirà solo in tre graduatorie, perché le altre saranno tutte scadute. È uno degli idonei ai concorsi che a fine anno vedranno sfumare il loro lavoro e che continuerà ad arrivare a fatica a fine mese con i soliti lavori saltuari. “Negli ultimi anni – dice - ho dovuto afferrare qualsiasi occasione, anche quelle al di fuori dei concorsi: ho lavorato a Roma per due mesi, poi a Torino, Cuneo e all’Aquila. Sempre per brevi periodi, con tutte le spese annesse”. “La mia vita è ancora congelata” racconta l’uomo che subito dopo la laurea ha cercato di fare l’avvocato “ma il mio desiderio più grande - racconta - era quello di potermi stabilizzare proprio vincendo un concorso. Quindi mi sono messo d’impegno”. Dal 2004 in poi, Fabio ha partecipato a circa una sessantina di selezioni e “solo tra spese di trasporto e pernottamento laddove necessario – spiega – ho speso circa 5mila euro”. Alcuni suoi colleghi, però, “hanno sborsato anche di più perché per prepararsi si sono iscritti a diversi corsi, per ognuno dei quali si può arrivare a pagare tra i 2mila e i 3mila euro”, racconta.

Dopo l’approvazione del decreto D’Alia del 2013 arriva la prima doccia fredda. Il provvedimento prevedeva che, per le assunzioni nella pubblica amministrazione, si dovesse dare priorità allo scorrimento delle graduatorie vigenti. “Avevo alle spalle già decine di concorsi e 14 idoneità accumulate – ricorda – e una di queste riguardava una selezione per un posto in una Provincia” e così “mentre i colleghi man mano venivano contattati per l’assunzione, io aspettavo pieno di speranze che arrivasse il mio turno”. La legge di Stabilità del 2015, però, introduce il blocco delle assunzioni degli idonei nei concorsi pubblici “e noi – dice Fabio - abbiamo pagato anche la necessità di riassorbire i dipendenti delle Province”. “Negli ultimi due anni sono stati pochissimi i concorsi banditi – prosegue – ma io non mi sono arreso e ho portato a casa altre due idoneità”. Il rammarico più grande?“Non è quello di non essere tra i vincitori, ma quello di non vedere rispettato un mio diritto, magari perché certe amministrazioni preferiscono esternalizzare alcuni servizi con costi anche maggiori. Il risultato è che mi ritrovo con una ‘vita congelata’”. Fabio è andato a vivere da solo nel 2008 ma dopo 6 mesi è tornato a casa dai suoi genitori e “ancora oggi quella è la mia base, dove torno dopo i periodi in cui lavoro fuori e con questa situazione è impossibile pensare di sposarsi, mettere su casa, formare una propria famiglia”.

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