Le confessioni "hot" di un animatore turistico

I racconti degli animatori turistici hanno sempre avuto un posto d'onore nelle fantasie estive degli italiani: ecco cosa fanno

I racconti degli animatori turistici hanno sempre avuto un posto d'onore nelle fantasie estive degli italiani. Divertimento e storie consumate sotto il sole rovente accompagnate anche da qualche show nei villaggi. Ma adesso a fornire uno spaccato preciso di quanto accade proprio nei villaggi turistici è uno degli animatori, S.C., che in un'intervista a Radio Cusano Campus ha svelato alcuni "retroscena" piccanti sulla sua professione.

"Ci sono mogli che tradiscono il marito con l'animatore del villaggio in cui entrambi sono in vacanza. Ci sono donne che vengono al villaggio soltanto per il sesso. Anche donne sposate, con il marito in villaggio, che ci contattano per stare insieme", afferma. Poi racconta la sua ultima estate a lavoro. Un'estate scandita anche dai tanti flirt: "Ho avuto 16 donne. Diciamo che in totale sono state una novantina. Una a settimana ce l'hai. Quando finisce la vacanza è brutto. Capita anche che ci si affezioni. Una volta con una ragazza sono stato fidanzato tre anni. Non so perché l'animatore abbia tutto questo fascino, ma il sesso femminile viene al villaggio solo per questo".

Infine, sempre ai microfoni di Radio Cusano Campus fa una sorta di classifica delle donne che, a suo dire, sarebbero più "hot": "Tra le italiane, quelle che hanno più voglia di sesso per mia esperienza personale sono le lombarde e in generale le donne del nord. Tra le straniere, invece, dico le polacche".

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Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 20/11/2017 - 13:26

Anni fa, mentre guidavo per andare dalla mia fidanzata a Riga, ho dato l'autostop a un animatore turistico e durante le lunghe ore del viaggio, anche dandoci il cambio alla guida, mi diceva che faceva sesso tutti i giorni con le turiste italiane. Al che gli chiesi se avesse figli, ovviamente nessuno, per cui quando in lingua lettone, gli chiesi perché il sottoscritto, che lo faceva ogni morte di vescovo, avesse sei figli, invece lui neanche uno, voleva fermare la macchina per fare a botte. Morale: non serve correre, basta arrivare al tempo.