La cooperativa "Il Forteto" commissariata, nominato Jacopo Marzetti, garante per i diritti dell'infanzia del Lazio

Gioia per il commissariamento della cooperativa da parte dell'associazione delle vittime, ma il fondatore Fiesoli è ancora in libertà, a gennaio partirà la Commissione parlamentare d'inchiesta

La cooperativa "Il Forteto" commissariata, nominato Jacopo Marzetti, garante per i diritti dell'infanzia del Lazio

E' Jacopo Marzetti il commissario della cooperativa Il Forteto. Marzetti è il garante per i diritti dell'infanzia del Lazio e il suo nome è stato sorteggiato tra una rosa di cinque dal Mise. La notizia del commissariamento della cooperativa di Vicchio, nel Mugello in Toscana, era arrivata ieri sera con un tweet del ministro della giustizia Bonafade: “Il Forteto è stato finalmente commissariato. Stasera la decisione del Mise sulla cooperativa le cui vicende hanno scritto una triste pagina della nostra storia. Il Governo ha fatto in pieno il suo dovere, quello che i precedenti governi non hanno avuto il coraggio di fare". Un passo atteso da anni, almeno dal 2013 come spiega Sergio Pietracito, presidente dell’Associazione Vittime del Forteto, che con evidente commozione precisa: “E’ una grande soddisfazione che aspettavamo dal 2013 con i rinvii a giudizio di Rodolfo Fiesoli e altre 22 persone e dopo la chiusura della prima commissione regionale d’inchiesta, a seguito della quale arrivò l’ispezione ministeriale, sei mesi di lavoro in cui furono ravvisati gli estremi per il commissariamento, che però non arrivò mai”. “Rodolfo Fiesoli, fondatore della comunità del Forteto, - ci spiega Giovanni Marchese, avvocato che assiste alcune delle vittime e legale dell’Associazione Vittime del Forteto – è stato condannato lo scorso ottobre a quattordici anni e dieci mesi di carcere per abusi e violenze sessuali, ma è libero in attesa di una sentenza definitiva”.

La scorsa estate fu scovato dal giornalista Matteo Calì in vacanza a Baragazza vicino a Castiglione dei Pepoli, sull'appennino tosco-emiliano, mentre usciva da messa. Fiesoli fu già arrestato nel 1978, poi nel 1985 fu condannato per atti di libidine violenta, in pratica masturbava minorati psichici di fronte a un minore di 13 anni. Nell’estate del 2014, al posto dell’atteso commissariamento, ci si limitò solamente a far approvare un nuovo statuto alla cooperativa. Qualcuno fa notare che in quel periodo ci fu un cambio al vertice del Governo. Della prima commissione regionale d’inchiesta Stefano Mugnai, vice capogruppo di Forza Italia alla Camera fu il presidente: “La storia del Forteto dura da 40 anni. La politica ha saputo raccontare prima della magistratura: nel gennaio 2013, contro la volontà della maggioranza di sinistra e con il biasimo del presidente del Consiglio Regionale della Toscana, che ci redarguì per esserci occupati troppo del Forteto, presentammo la relazione della prima commissione d’inchiesta sul Forteto era evidente come la realtà economica della cooperativa fosse controllata dalla comunità/setta. Lo facemmo per giustizia e per garantire un futuro ad una realtà aziendale che rappresenta una ricchezza per il territorio, a condizione però che sia definitivamente staccata dal controllo della setta guidata dal “Profeta” Rodolfo Fiesoli, l’orco del Forteto”. E poi aggiunge: “Non dovrà essere un commissariamento finalizzato alla liquidazione dell’azienda, ma al suo rilancio”.

Le vittime ora però si aspettano di più, incalza Pietracito: “Adesso che si proceda a ripristinare i tanti diritti negati, io stesso ho lavorato per anni senza alcuno stipendio e come me tante altre vittime che poi sono fuggite da quel posto a seguito di violenze, abusi e maltrattamenti, solo da dopo la sentenza europea della Corte dei diritti dell’uomo che condanno l’Italia nel 2000 - continua Pietracito - ci fu concessa la miseria di 120 euro o poco più, ma dal 1977 a quella data eravamo sotto totale sfruttamento, otto o dieci in una camera e se qualcuno si feriva non si andava all’ospedale perché era il Fiesoli a mettere i punti”. “Finalmente il Forteto è tolto dalle mani dei fedelissimi di Fiesoli -commenta Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d'Italia, ci auguriamo che venga nominato un commissario che garantisca l’indipendenza e abbia la forza necessaria per rompere in maniera drastica e senza esitazioni con il passato”.

Anche Donzelli ha una lunga storia di lotte e anni non facili, ostacoli, silenzi, muri impenetrabili e querele, come quella recente a Paolo Bambagioni, presidente della seconda commissione regionale d’inchiesta, che ora dovrà difendersi nonostante che il giudice l’avesse archiviata, perché il Forteto si è opposto a quella archiviazione. “Non sono preoccupato - dice Bambagioni- ma spero non cerchino di intimorire”. Spesso coloro che hanno messo il naso in questa triste storia hanno visto brutti momenti, è il caso di Duccio Tronci, giornalista autore del libro “Setta di Stato”, in cui racconta gli abusi e maltrattamenti perpetrati all’interno della comunità, famiglie finte, create ad hoc e funzionali ad accogliere i bambini che venivano affidati dal Tribunale dei minori di Firenze. Dove controlli non c’erano, dove uomini e donne dormivano separati, perché le donne erano “sporche” e l’omosessualità era incentivata dal profeta Fiesoli per “liberarsi dalla materialità”.

Tutto questo per anni, senza che le istituzioni si siano mai accorte di niente. Si fa fatica a crederci. Su questo, anche, indagherà la Commissione parlamentare d’inchiesta, che dovrebbe essere approvata in Aula a inizio gennaio e iniziare i lavori a breve. Uno strumento forte, con poteri ispettivi pari a quelli di un organismo giudiziario, per far luce su eventuali responsabilità politiche. Questo sarà un buon Natale per tutte le vittime del Forteto. Il primo vero Natale, dopo tanti anni di indicibili sofferenze.

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