Coronavirus, Alitalia: attivati voli merci no-stop dalla Cina per aiuti sanitari

Predisposto il primo di una serie di voli merci con tra l'Italia e la Cina, in coordinamento con il Dipartimento della Protezione Civile. In arrivo da Shanghai 160 metri cubi di forniture medicali, tra le quali quasi 3 milioni di mascherine protettive

Per poter agevolare il trasporto di materiale sanitario necessario per contrastare la diffusione dell'epidemia del nuovo coronavirus, sono stati potenziati i collegamenti aerei tra l'Italia e la Cina.

Lo riferisce Alitalia che, in una nota, sottolinea come sia stato predisposto il primo di una serie di voli merci con la Cina, in coordinamento con il Dipartimento della Protezione Civile. Per questo primo volo umanitario, il vettore italiano impiegherà un Boeing 777-300ER, ovvero il velivolo con la maggiore capacità di carico dell'intera compagnia.

Il decollo dall'Italia è previsto il prossimo mercoledì, 25 marzo. L'aereo atterrerà a Shanghai per poi tornare a Roma il giorno successivo, giovedì 26 marzo, con stivati ben 160 metri cubi di forniture medicali, tra le quali quasi 3 milioni di mascherine protettive.

Nel frattempo è attesa oggi a Milano Malpensa alle 18:10 la delegazione composta da 37 medici e 15 infermieri cubani per i quali Alitalia ha organizzato il viaggio da L'Havana all'Italia, accogliendo la richiesta della Presidenza del Consiglio e della Protezione Civile.

I collegamenti tra Italia e Cina

Ricordiamo che nelle ultime settimane Pechino ha inviato all'Italia decine di medici e decine di tonnellate di dispositivi di protezione individuale, cioè proprio le munizioni necessarie per sconfiggere il Covid-19. Si tratta di ventilatori polmonari, necessari per aiutare i malati più gravi ricoverati nei reparti di terapia intensiva, mascherine e tute, delle quali gli operatori sanitari di tutta Italia ne denunciano la carenza.

Uno degli ultimi carichi, partito da Shanghai, comprendeva la bellezza di 17,3 tonnellate di mascherine, respiratori e altro materiale, assieme a tredici medici specialisti. Ma non è finita qui perché il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, continua a lavorare a una fornitura diretta di 100 milioni di mascherine verso l'Italia fornita da un'azienda cinese.

I contatti tra le parti ci sono eppure non mancano gli ostacoli. La Regione Lombardia aveva lanciato un'allarme in merito alla burocrazia stringente che limiterebbe i collegamenti. "Siamo costretti a selezionare il materiale da portare in Italia”, ha raccontato una fonte all'Adnkronos.

La colpa? Ricade, secondo la medesima voce, su "un lungo iter procedurale di autorizzazioni di sorvolo, non ottenibili in pochi giorni". Non a caso era stata formulata una richiesta ben precisa: “un'accelerazione” netta perché “avere un aereo solo ogni tre giorni è una follia". La situazione sembrerebbe essersi sbloccata.

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