Coronavirus, morto Sergio Rossi: re delle scarpe Made in Italy

Si è spento all’età di 85 anni. Era ricoverato in terapia intensiva nell’ospedale Bufalini di Cesena. Le parole del sindaco

Un’altra vittima illustre dell’Italia portata via dal coronavirus. Si tratta di Sergio rossi, il re delle scarpe Made in Italy. L’imprenditore, e fondatore dell’omonima azienda di calzature con sede a San Mauro Pascoli, comune in provincia di Cesena, si è spento all’età di 85 anni.

Positivo al coronavirus

Da diversi giorni era ricoverato nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Bufalini di Cesena perché risultato positivo al coronavirus. Si è spento nella serata di ieri, giovedì 2 aprile. A dare il triste annuncio della sua morte è stato il figlio Gianvito, anch’egli imprenditore a capo dell’azienda Ggr, esportatore di scarpe di lusso femminili.

Sergio Rossi era nato nel 1935 a San Mauro Pascoli e aveva ereditato la sua passione dal padre calzolaio. Aveva aperto il suo primo stabilimento nel 1951. La sua attività, iniziata nel dopoguerra, ben presto conquistò tutto il mondo. Negli anni sessanta infatti la sua prima collezione conquistò le scene internazionali, diventando sinonimo di eleganza e qualità italiana. Molte dive indossarono le sue scarpe, come per esempio l’indimenticabile Anita Ekberg ne “La dolce vita”. Anche la rivista Vogue definì l'azienda "sinonimo di qualità italiana e design classico femminile". Tra i modelli più famosi del marchio si ricorda l'Opanca, la cui suola curvava intorno al piede diventando tutt'uno con la parte superiore della scarpa.

Solo pochi giorni fa la Sergio Rossi aveva donato 100mila euro all'ospedale Sacco di Milano per combattere il Covid-19. Dopo aver ceduto la sua azienda al gruppo Gucci, dal 2007 al 2013 è stato presidente del Cercal, il centro emiliano-romagnolo della calzatura, che cercava di avvicinare i giovani al mondo delle calzature e in particolar modo di guidarli e formarli. Era infatti sua convinzione che vi fosse un gran bisogno di creare nuove figure, modellisti, tecnici, disegnatori e stilisti, per fare in modo che l’Italia continuasse a creare e produrre le più belle scarpe del mondo.

Proclamato il lutto cittadino

Luciana Garbuglia, sindaca di San Mauro Pascoli, si è detta molto provata alla notizia della sua scomparsa. E ha voluto ricordare l’imprenditore sottolineando che la sua morte è “una grave perdita per il comune di San Mauro Pascoli, uno dei fondatori del distretto della calzatura di San Mauro. Un imprenditore capace che ha portato il nome del nostro paese in tutto il mondo e ha prodotto una calzatura femminile di alta moda inventando il decolleté”. Il sindaco ha poi aggiunto che per ricordarlo, dato il grave momento di emergenza che a causa del coronavirus non permette neanche di dare l’ultimo saluto a chi muore, è stato proclamato il lutto cittadino per il giorno di domenica 5 aprile.

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