"Il virus chiude le scuole? L'apprendistato non si ferma"

La paura di questa epidemia non scoraggia le scuole che continuano insieme alle aziende a portare avanti progetti fondamentali per la formazione degli alunni. A tal proposito abbiamo sentito il preside dell'Istituto Superiore Statale "P.A. Fiocchi" di Lecco, il professor Claudio Lafranconi, insieme al suo vice, il professor Andrea Rondinelli

Coronavirus: inevitabilmente l'argomento principe negli ultimi 10 giorni lungo tutto lo Stivale, da Nord a Sud. L'epidemia, che sta colpendo principalmente il settentrione del Belpaese, sta mietendo un numero di contagiati veramente impressionante. A farne inevitabilmente le spese ci sono anche le scuole delle regioni maggiormente colpite da questa tremenda epidemia poiché le chiusure e le sospensioni didattiche delle lezioni, a causa del coronavirus, stanno sicuramente mettendo a dura prova la tenuta dell'Istruzione nel nostro Paese.

Per alcuni ragazzi al momento niente scuola dunque, ma la macchina amministrativa scolastica non si fa spaventare dal Covid-19 e continua imperterrita per la sua strada, ad esempio continuando a garantire l'apprendistato, in stretta collaborazione con le aziende. A tal proposito abbiamo sentito il professor Claudio Lafranconi, preside dell'Istituto di Istruzione Superiore "P.A. Fiocchi" di Lecco, insieme ad un suo collaboratore, il vicepreside professor Andrea Rondinelli.

Professor Lafranconi la sua è una scuola molto grande, con tante sezioni e percorsi di studio: che effetto le fa vederla senza i suoi studenti?
"Due settimane di chiusura effettivamente sono tante. Abbiamo il calendario delle prove Invalsi, i percorsi di alternanza scuola-lavoro che dobbiamo calendarizzare-accorciare. I ragazzi di quinta che devono sostenere l'esame di maturità e che quindi hanno un sano "terrore" di quello che gli manca per finire il programma. Questa della chiusura delle scuole è una decisione soffertissima ma è una decisione che abbiamo dovuto prendere per forza. Il Fiocchi è una "piccola città" perchè fra studenti, docenti e personale ata siamo più di 1200 persone. Io ho la responsabilità, come un sindaco, sulla salute, sulla sicurezza, sull'apprendimento e sullo "star bene" di questo "piccolo paese" di appunto 1200 persone. Stiamo lavorando per ripartire, quando potremo ripartire, al meglio delle nostre possibilità. Abbiamo già provveduto ad igienizzare, pronti per riprendere".

Professor Rondinelli nonostante questo i percorsi di apprendistato, particolarmente importanti in una scuola come la vostra, non si sono fermati
"La data di inizio dell'apprendistato quest'anno è caduta sul 2 marzo, quindi nel pieno di quest'emergenza da coronavirus. La Regione Lombardia ci ha detto che l'apprendistato può proseguire, la scelta finale spetta alle aziende. La cosa che è stata molto interessante è che le aziende non hanno minimamente pensato di interrompere. Un'azienda che oggi poteva avere tutto l'interesse a dire "limiamo il numero di persone che entrano e che escono" invece ci ha detto "per noi va tutto benissimo, continuiamo", dando quindi un bel segnale di positività. La disposizione della Regione, ripeto, è che l'apprendistato "può continuare, decidono le aziende". Le aziende del nostro territorio riescono a gestire le persone con una tranquillità assoluta. Le faccio un esempio: ho mandato una comunicazione alle aziende della classe che mando in stage io per avvisarle che lo stage della classe sarebbe slittato. Le risposte sono state del tipo: "prendiamo nota della comunicazione che non pregiudica assolutamente la nostra disponibilità". A me sinceramente ha stupito che nessuno abbia detto "guardate, non accogliamo più esterni". "Noi tentiamo di dare normalità da un lato e anche le aziende dall'altro lato mantengono questa normalità".

Professor Lafranconi secondo lei le scuole della provincia di Lecco come hanno reagito dinanzi a questa situazione?
"Gli enti scolastici e lo staff delle province di Lecco ma anche di Sondrio sia questa domenica che la scorsa sono stati attivi e pronti a pubblicare in tempo reale ogni notizia che potesse servire. Credo di poter dire tranquillamente che siamo stati assolutamente sul pezzo".

Professor Rondinelli l'Istituto Fiocchi appena pochi mesi fa ha inaugurato ufficialmente il cosidetto "Laboratorio Territoriale per l'occupabilità": può spiegarci di cosa si tratta e se potrete trarne giovamento anche in un momento difficile come questo?
"È un laboratorio multifunzionale che abbraccia tutti e 4 i settori del nostro Istituto. Fa parte di un progetto nazionale che serve a formare a 360° il personale interno, gli studenti e anche i ragazzi inoccupati, non più in età direttamente scolare. In quest'ottica probabilmente verrà usato anche per qualcuna delle settimane di alternanza che dovremo ridurre, che possono essere compensate appunto svolgendo qualche attività in questo Laboratorio Territoriale. Le classi quarte ad esempio, che faranno una settimana di stage in meno, potranno fare attività di potenziamento in questo Laboratorio, il quale anche nelle emergenze si dimostra uno strumento che fornisce una risorsa. Non è un pezzo chiuso che è chiuso perché c'è un'emergenza, ma è un pezzo che si può aprire una volta in più per sopperire a situazioni di emergenza come questa". "Il Laboratorio non è del Fiocchi, è logisticamente posizionato qui ed è l'unico Laboratorio di questo tipo in tutte le province di Lecco e Sondrio".

Professor Lafranconi stanno circolando tantissime fake news che riguardano il mondo della scuola ai tempi di questa epidemia da coronavirus: Cosa fare per porvi rimedio?
"Ci sono due ordini di soluzioni a questo problema: uno è quello formale-istituzionale, l'altra soluzione invece la può dare solo la cultura. La scuola deve dare ai ragazzi gli strumenti per leggere la realtà e comprendere quando la notizia è vera o falsa o comunque trovare le modalità per cercare più fonti, confrontarle e valutare poi a livello personale e con spirito critico. Questo deve avvenire ad esempio anche in una scuola come la nostra: accanto all'istruzione "tecnica" in senso stretto dobbiamo fornire ai nostri ragazzi anche altro".

Professor Lafranconi questa settimana le scuole nelle zone cosiddette "gialle" della Lombardia (quali ad esempio quelle in provincia di Lecco) hanno riaperto al personale docente ed ata: pensa che possa essere un piccolo passo verso un auspicabile ritorno alla normalità il prima possibile?
"Sulla normalità dobbiamo ovviamente attendere gli organi superiori quali ad esempio il Ministero della Salute. Credo comunque che quest'esperienza, una volta superata, possa insegnare che nella vita ci sono delle priorità. Penso che possiamo superare questo momento con la grinta giusta per ripartire di corsa".

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Commenti
Ritratto di bimbo

bimbo

Ven, 06/03/2020 - 09:53

Già chiudono gli sportelli bancari che servono ad un bel niente, visto che c'è il web, così le scuole dovrebbero fare, apprendere la realtà ed adeguarsi, forse avranno anche più clienti.. hihihihihihihhi