Coronavirus, Oms avverte: "Tra bambini contagi aumentati di 7 volte"

I casi di contagio tra i bambini e neonati sono aumentati di 7 volte da quando è esplosa la pandemia. Nel mondo, gli Stati Uniti sono primi per numero di contagiati

"I casi di contagio tra i bambini sono aumentati di 7 volte". Ad annurciarlo è l'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) che ora mette in guardia dal coronavirus i più piccini con anche i neonati tra i soggetti più a rischio.

Bimbi 7 volte più a rischio

Dunque sarebbero i bambini, adesso, ad essere finiti nel mirino del Covid-19. Il nuovo report statistico dell'Oms, aggiornata nella mattinata di venerdì 7 agosto 2020, evidenzia un' incidenza maggiore di contagi nella la fascia più giovane della popolazione mondiele. Nello specifico, dal 24 febbraio al 12 luglio, risultano aumentati di ben 7 volte i casi tra i bambini fino ai 4 anni d'età, di 6 nella fascia 5-24 anni e di 3 volte quelli tra i 25 e i 64 anni d'età (questi ultimi impegnano circa il 64% del totale relativo alla pandemia Sar-Cov-2). In termini percentuali, i dati appaiono così suddivisi: nell'1,2 per cento tra neonati e bambini piccoli da 0 a 4 anni; nel 2,5 per cento dei casi nei bambini dai 5 ai 14 anni; nel 9,6 per cento dei casi negli adolescenti e nei giovani adulti dai 15 ai 24 anni; nel 64 per cento dei casi negli adulti dai 25 ai 64 anni; nel 19,4 per cento dei casi negli adulti di età compresa tra 65 e 84 anni; infine nel 3,4 per cento dei casi in persone di età pari o superiore a 85 anni.

Motivo dell'incremento

Sebbene questo balzo repentino dei contagi tra i più piccini possa destare preoccupazione, è bene non ingenerare inutili allarmismi. Le ragioni dell'incremento sono presto dette: "L'aumento dei casi di Covid fra i più giovani, in particolare bambini - spiega l'Oms - può essere dovuto a una serie di cause, come il fatto che all'inizio tamponi e test erano concentrati fra le persone con sintomi più rilevanti, più frequenti fra gli anziani; ma anche una maggiore attenzione a scovare i casi con pochi sintomi, la maggior parte dei quali tendono a essere più giovani; una maggiore disponibilità di tamponi; lo scoppio di focolai in Paesi più giovani e la movida, con comportamenti a rischio dopo l'allentamento delle misure anti-Covid, come il distanziamento sociale e l'uso delle mascherine".

Stati Uniti primi per numero di contagiati

Sono più di 160mila i morti per Coronavirus negli Stati Uniti che, pertanto, fanno segnare la quota più alta di vittime Covid nel mondo. Gli ultimi dati aggiornati dalla Johns Hopkins University riferiscono di 4.8883.646 contagi con 160.104 decessi e 1, 6 milioni di persone guarite. Un bilancio drammatico che fa balzare gli Usa davanti a Brasile e India dove, i casi continuano ad aumentare. In Europa, la Spagna è il Paese più colpito a cui segue, quasi a ruota, la Gran Bretagna.

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Commenti

cgf

Ven, 07/08/2020 - 17:04

fino a poco tempo dicevano che i bambini non si contagiavano, anzi erano quasi immuni. L'OMS è da rifare completamente!

Pigi

Ven, 07/08/2020 - 17:42

Sono aumentati di 7 volte passando all'1,2 per cento. Il che vuol dire che erano neanche allo 0,2%. E' logico: dai primi dati, i primi contagi erano in maggioranza tra i maschi maturi, oltre i 50 anni, e una certa maggioranza di donne nella fascia tra 20 e 29 anni Chissà chi erano. Con il propagarsi dell'epidemia i contagi si sono diffusi in modo paritario tra i sessi e tra tutte le classi d'età. Quindi anche tra bambini piccoli.