Coronavirus, rifiuta il ricovero a Monza: eseguito il tso

Dopo gli opportuni esami, i medici avevano ritenuto che una donna di 78 anni avesse contratto il coronavirus, ma lei ha rifiutato di ricoverarsi: eseguito il trattameno sanitario obbligatorio

Durante la notte del 10 marzo 2020, una donna di 78 anni è arrivata al pronto soccorso del policlinico di Monza con tosse e febbre alta. Tutto i sintomi hanno indotto il personale medico a pensare che si trattasse di un caso sospetto di coronavirus. Come si apprende da Lapresse, la donna, che segue già un percorso di terapia psichiatrica, avrebbe rifiutato il ricovero nella struttura e con l'aiuto dei familiari ha chiesto di tornare a casa. Quando i medici l'hanno informata di trascorrere la notte in ospedale, in attesa dell'esito del tampone, la 78enne si è infuriata. Sono stati prima ascoltati il prefetto e del sindaco e in seguito, con l'aiuto da parte della polizia locale, l'anziana è stata sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio. La signora, al momento, è tranquilla in ospedale, in attesa di conoscere l'esito del tampone.

Monza, sospetto contagio di coronavirus: 78enne rifiuta il ricovero

Una donna di 78 anni è stata sottoposta al tso e ricovero forzato. L'anziana signora era stata portata al policlinico di Monza; dopo che i medici avevano ipotizzato un sospetto contagio di coronavirus, la donna aveva rifiutato di restare presso la struttura. Eppure, le condizioni della donna risultavano preoccupanti: febbre alta, tosse e sufficienza polmonare bilaterale. Tutti sintomi con cui si manifesta il coronavirus nell'organismo umano. La donna era stata informata della situazione, ma con l'aiuto del marito ha chiesto di tornare a casa. La signora, infuriandosi, ha categoricamente rifiutato minacciando il personale sanitario di denuncia per sequestro di persona. È intervenuta la polizia locale , che ha attuato un trattamento sanitario obbligatorio nei confronti della donna. La 78enne è al momento tranquilla in ospedale, in attesa del risultato del tampone.

La Lombardia continua ancora ad essere martoriata dal coronavirus. A Bergamo tuttti i negozi sono chiusi e le strade quasi del tutto deserte. Questo, anche a causa delle nuove misure restrittive per arginare il contagio da Covid-19. Una situazione severa ed estrema, i cui risultati si notano in tutta la regione. Serrande abbassate anche ad Alzano Lombardo, mentre a Como l'ufficio immigrazione della questura rimarrà chiuso per almeno 30 giorni. Le attività commerciali ed amministrative si fermano, con la speranza che l'allarme rosso che l'epidemia ha portato nella penisola si possa attenuare nelle prossime settimane. Intanto, a Milano, risulta ricoverato in rianimazione al San Raffaele un ragazzo di 18 anni, anche lui colpito dal Covid-19. La prova di come il virus non risparmi nessuno, neanche i giovanissimi. Ricordiamo come, tramite le nuove misure restrittive, i cittadini potranno muoversi esclusivamente per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o spostamenti giustificati da problemi di salute.

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