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Coronavirus, terapie intensive piene nelle Marche: "Siamo saturi"

Scatta l'emergenza sanitaria nella Marche in previsione del picco epidemico. Gli ospedali sono saturi e per la costruzione di un nuovo presidio servono 12 milioni di euro. "Abbiamo poco tempo", dicono dalla Regione

Coronavirus, terapie intensive piene nelle Marche: "Siamo saturi"

Il picco dell'epidemia è di là da venire. Stando alle proiezioni gli esperti, le due settimane antecedenti alla Pasqua segnaranno il momento più critico dell'emergenza sanitaria durante le quali potrebbero essere le Regioni centro-meridionali a pagare il prezzo più alto dei contagi. In cima alla lista, ci sono sicuramente le Marche che, già da una settimana, fanno segnare un trend decisamente preoccupante: 3500 casi positivi su 1,5 milioni di abitanti con 417 decessi dall'inizio della pandemia. Le province più colpite sono quelle di Pesaro-Urbino e Ancora che contano un numero drammatico di vittime. Non c'è più tempo per fare pronostici, bisogna intervenire alla svelta.

Una delle criticità maggiori in seno alla diffusione del coronavirus è sicuramente la disponibilità dei posti letto nelle terapie intensive: urgono interventi di massima urgenza. I due presidi ospedalieri più importanti della Regione, l'ospedale Marche Nord e il Torrette di Ancora, sono già saturi col rischio sensibile di un tracollo imminente. "Reggiamo 10 giorni", preannunciano all'unisono le amministrazioni locali. Per risollevare le sorti di un andamento che si profila decisamente tragico, la Protezione civile ha già individuato un'area dove allestire una struttura di degenza per gli ammalati Covid-19 necessitati di supporto respiratorio. Il preventivo dei costi relativo alla costruzione del nuovo hub si attesta attorno ai 12 milioni di euro. Serve danaro cash, il prima possibile.

A Pesaro già si centellinano i posti letto. "Nessuno si aspettava che qua esplodesse in maniera così devastante. - dichiara il primario dell'Unità di anestesia e rianimazione dell'ospedale Marche Nord alle pagine de IlFattoquotidiano.it - Qui abbiamo 150 posto di subintensiva e 40 di rianimazione ma li abbiamo aumentati utilizzando gli spazi dell'unità coronarica, della chirurgia, della medicina d'urgenza e del blocco operatorio. Spostarli molto difficile e anche Ancona è piena". Il presagio è che possa verificarsi una situazione analoga a quella della Lombardia, anche l'organico è ridotto all'osso. "Non dico che siamo ai livelli di Bergamo - continua -ma siamo molti vicini. Questi sono pazienti che hanno bisogno di monitoraggio e assistenza continua, vanno aspirati, pronti e seguiti costantemente. La risposta del personale è stata ottimale ma questi sono casi che ti assorbono anche in condizioni normali".

L'ondata dei contagi ha travolto anche Ancona, sebbene con due settimane di ritardo rispetto all'impennata nelle Regioni dell'Italia Settentrionale. "Noi siamo partiti più preparati vista l'esperienza sia del Nord Italia che del Nord delle Marche - spiega Abele Donati, primario dell'Unità di anestesia e rianimazione dell'ospedale di Torrette - Abbiamo subito acquistato macchinari per allestire degli spazia pressione negativa, una misura efficace per prevenire le contaminazioni agli operatori. L'ospedale dispone di 40 letti di terapia intensiva e sono già tutti occupati. Abbiamo in tutta la struttura 200 posti malati Covid-19, 40 in rianimazione tutti gravi e intubati; a 5 abbiamo dovuto mettere l'ossigenazione extracorporea. - racconta -In una notte sono arrivati 50 pazienti dal Nord delle Marche, non potevamo rifiutarli. Ad oggi abbiamo, tra terapie intensive e no, un totale di 8 aree Covid con gravità diverse. Ma nonostante l'azione previdente siamo saturi ovunque e non sappiamo più dove metterli. Dove metteremo il prossimo che arriva?".

Secondo la Regione la rete sanitaria reggerà per 10 giorni ancora, non 24 ore in più. "Per la curva che abbiamo previsto - spiega l'assessore alla Protezione civile Angelo Sciarpetti - mancano pochissimi giorni alla saturazione. Ci sono presidi Covid a Camerino, Fermo, San Benedetto che possono ancora ricevere pazienti, anche se il personale è sotto stress. Per questo dobbiamo allestire velocemente il nuovo spazio". La struttura, uno spazio di 5000 metri quadrati per 100 postazioni di terapia intensiva, sarà collocata nella zona di Fiera di Civitanova Marche. A dirigere i lavori sarà l'ex capo della Protezione civile e commissario straordinario per l'emergenza in Lombardia Guido Bertolaso sostenuto dall'Ordine di Malta. "Non poteva essere un intervento pubblico, - spiega Sciarpetti - sarebbero servite gare ed appalti. Non c'è tempo".

L'obiettivo, ora, è trovare i 12 milioni di euro necessari per l'allestimento del presidio e reclutare rapidamente personale sanitario. L'assessore sembra fiducioso: "Siamo in attesa di medici e infermieri. Facciamo un passo alla volta".

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