Coronavirus, trema il comparto turistico del Lago di Garda

La diffusione del coronavirus mette in ginocchio uno dei maggiori comparti turistici del nostro Paese, con milioni di presenze ogni anno. In alcuni alberghi fioccano le disdette e le defezioni dei turisti, altri decidono di tenere chiuso

Coronavirus, trema il comparto turistico del Lago di Garda

L'emergenza coronavirus si fa pesantemente sentire anche sulle sponde del Lago di Garda, turismo che vale, in termini di indotto economico, quasi come una multinazionale: 4 miliardi di euro e 25 milioni di presenze ogni anno che danno lavoro a migliaia di strutture ricettive, tra alberghi, ristoranti e quant'altro. Basti pensare che gli arrivi sul Benaco, nel periodo 2013-2018, hanno mostrato una continua e significativa crescita (+32%). Tale incremento ha riguardato sia gli italiani (+34%), sia gli stranieri (+31%), soprattutto dalla Germania e dal Nord Europa. Sul lago più grande d'Italia si lavora soprattutto da marzo a ottobre ma quest'anno la stagione parte male, malissimo, se non da incubo: molti alberghi hanno registrato il 100% di disdette e rischiano di rimanere vuoti. Con evidenti ricadute - gravissime - sul fronte occupazionale.

Come riporta L'Adige, piovono disdette e cancellazioni negli alberghi, nei residence, nei b&b che tradizionalmente ripartono con la loro attività non appena febbraio lascia il posto a marzo sul calendario. La macchina del turismo si è fermata e gli operatori segnano il passo. Gli alberghi che dovevano aprire nei giorni scorsi hanno rimandato per l'assenza di prenotazioni e la cancellazione di quelle che erano arrivate. Significa anche che i dipendenti stagionali, che aspettavano questo week end per tornare al lavoro, sono stati "congelati" in attesa che qualcosa si muova. E così si fermano anche i fornitori, i manutentori ecc. Un'emergenza, per il turismo sul lago, che molti definiscono "senza precedenti".

Nel frattempo, come sottolinea Il Dolomiti, il coronavirus è arrivato anche sulle sponde del lago di Garda. In provincia di Brescia sono stati toccati i comuni di Gardone Riviera, Moniga, Puegnago sul Garda, Padenghe (l’unico con 2 casi) Lonato e Sirmione. In quest’ultima amministrazione la persona trovata positiva è l’ex sindaco, oggi assessore della Regione Lombardia, Alessandro Mattinzoli. Per quanto riguarda la sponda veneta invece c’è un singolo comune ad aver registrato un caso di contagio ed è quello di Castelnuovo del Garda. Ma ciò che spaventa di più da queste parti, più del coronavirus, è il numero delle prenotazioni cancellate. Secondo Brescia Oggi, in alcuni comuni si registrano defezioni del 50 per cento, in altri addirittura di più, sulla scorta della tipologia di offerta ricettiva. In Trentino non va certo meglio: secondo quanto stimato dall'Associazione albergatori ed imprese turistiche della Provincia di Trento (Asat), si parla già di un calo di oltre 1 milione di presenze registrato nei mesi di marzo e aprile.

"Il quadro generale è molto preoccupante" conferma Flavio Biondo, imprenditore e ristoratore del Garda Trentino, già Presidente l’Associazione Ristoratori Alto Garda e Ledro che conta più di 170 esercenti. "In questi giorni moltissimi locali e alberghi dovevano riaprire per l'inizio della stagione ma tantissimi hanno deciso di procrastinare, almeno fino alla fine di marzo. Molti alberghi hanno registrato il 100% delle cancellazioni delle prenotazioni. Ma la cosa davvero preoccupante per noi imprenditori non è tanto il fatto di perdere la Pasqua e la sberla economica che da questo ne deriva, quanto dall'incertezza sul futuro e dall'impossibilità di programmare. È impossibile sapere se a giugno potremmo finalmente ripartire o meno, è questo il vero problema che uccide l'entusiasmo, l'imprenditore ha la necessità di programmare". Che fare per contenere il prezzo della crisi? "Serve un po' di autarchia, chiediamo e incentiviamo gli italiani a fare le loro ferie in Italia, cerchiamo di sostenere la nostra economia" osserva Biondo.

Sono milioni, infatti, i turisti provenienti da tutto il Nord Europea, Germania e Olanda in testa, ma anche dai Paesi dell'est europeo, che giungono ogni anno

sulle sponde del Garda per trascorrere le loro vacanze. Quest'anno, però, se la situazione non migliora nel corso delle prossime settimane, potrebbe andare diversamente. Con conseguenze negative difficilmente calcolabili.

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