Coronavirus, turisti cinesi respinti da hotel e taxi

Il gruppo dimesso dallo Spallanzani è risultato negativo al coronavirus. Un’infermiera ha tuttavia raccontato che erano preoccupati perché gli "alberghi non li accettavano" e "i tassisti li respingevano"

Rifiutati da hotel, respinti dai taxi e visti con sospetto per essere cinesi e potenziali portatori del nuovo coronavirus: i 20 turisti dimessi dall’ospedale Spallanzani di Roma stanno vivendo un incubo a occhi aperti.

Riavvolgiamo il nastro per capire meglio la vicenda. Il gruppo era stato ricoverato due settimane fa in maniera precauzionale perché la comitiva comprendeva anche la coppia di cinesi contagiata dal Covid-19. Al termine del periodo di quarantena, visto che nessuno di loro è risultato positivo alla malattia, i 20 - tranne i due malati - sono stati dimessi.

Fine dell’odissea? Neanche per idea perché, come racconta Leggo, i pazienti cinesi sono stati umiliati per il fatto di essere tali. Una delle infermiere che li ha assistiti ha spiegato che negli ultimi giorni di ricovero i soggetti erano molto preoccupati.

Non erano preoccupati per essere stati ricoverati – ha detto l’operatrice sanitaria – ma li preoccupava il fatto che gli alberghi non li accettavano e sono dovuti rimanere un’altra notte. Lo stesso con i taxi: li chiamavano parlando in inglese ma quando i tassisti vedevano che erano cinesi non li facevano salire”.

Il racconto di un’infermiera

Ieri i cinesi non indossavano protezioni ed erano autorizzati ad uscire dalla struttura. Eppure, ha puntualizzato l’infermiera, “non hanno trovato posto e non avevano dove andare. Volevano uscire, pernottare fuori, ma non è stato possibile”.

Anche se erano venuti a contatto con la coppia risultata positiva al coronavirus – ha concluso la donna - sono stati tranquilli, con maschere, camici, guanti. Sono rimasti in camera. Erano ospitati in un reparto dell'ospedale dove c'erano soltanto loro venti, con l'equipe medica. Ma tutto l'ospedale si è prodigato”.

Il dottor Zhang, un funzionario dell’ambasciata cinese in Italia, accompagnando i 20 turisti dimessi dallo Spallanzani, ha lanciato un messaggio forte e chiaro: basta pregiudizi sulla comunità cinese.

In partolare, è il monito del signor Zhang, “nella comunità cinese si sta diffondendo il panico, non per l'epidemia di coronavirus, ma per la sicurezza. Ci sono state aggressioni verso cinesi in Italia, non turisti, ma comunità cinese. Vorrei invitare gli amici italiani a fare attenzione alla sicurezza dei nostri connazionali che vivono e lavorano in Italia, di evitare pregiudizi, distinzioni, aggressioni. Insulti e minacce non sono tollerabili”.

Commenti
Ritratto di Suino_per_gli_ospiti

Suino_per_gli_ospiti

Gio, 13/02/2020 - 13:13

In Cina c'è un sacco di spazio freschissimo. Se non stessi bene in un posto me ne tornerei a casa.

bobots1

Gio, 13/02/2020 - 13:41

A me questo comportamento sembra logico e umano nelle nostre debolezze. Un tassista non va a rischiare per 20 euro. Un albergo non può rischiare la chiusura della struttura senza pensare alla reazione degli altri clienti. La Cina chiude le città (per i sani e per gli ammalati) e in Italia si dovrebbe far finta di niente? Purtroppo il punto non è cosa è vero e cosa no ...ma Lei andrebbe in un albergo dove alloggia per es. una comitiva cinese? È triste tutto questo e speriamo che finisca presto.

cecco61

Gio, 13/02/2020 - 18:54

I giornali seminano il terrore comunicando che presto l'80% della popolazione mondiale sarà colpito e che l'incubazione può durare anche 3 settimane. Perché quindi tassisti e albergatori dovrebbero rischiare la loro salute e la loro pelle visto che questi signori sono a spasso dopo soli 14 giorni? Signor Giuliani li ospiti lei anziché fare la morale agli altri.

lorenzovan

Gio, 13/02/2020 - 22:20

srticolo fuffa e commentatori abbindolati..bastava seguire un qualsiasi tg e vedere come l 'intero gruppo sia stato trasportato dall'ospedale con un pulmann all'aereoporto per ritornare a casa in Cina...

Ritratto di Soloistic69

Soloistic69

Gio, 13/02/2020 - 22:51

Beh cosa dobbiamo crepare tutti per abbracciare ipocritamente i cinesini?

Ritratto di anticalcio

anticalcio

Ven, 14/02/2020 - 08:24

li sposti i lquirinale,visto che se è dichiarato"gatante" delle cure mediche...

ruggerobarretti

Ven, 14/02/2020 - 09:19

Influenza suina 2009, Nord/centro America: il CIDRAP (Center for Infectious Disease Research and Policy) parla di 284.000 decessi. Qualche altro studio si spinge fin oltre i 400.000. Eppure gli yankee circolavano ovunque: aerei, treni, taxi, hotel, case chiuse e case aperte. Non rammento forme particolari di coercizione da parte delle Nazioni "evolute", libere e democratiche.