Covid, alla vigilia della zona gialla il governo fa già "terrorismo"

Speranza: "La zona gialla non vuol dire che il pericolo è scampato". Miozzo: "No assembramenti o la curva esplode"

Covid, alla vigilia della zona gialla il governo fa già "terrorismo"

In diverse Regione la "zona gialla" non è neanche partita ed ecco che subito si è scatenato un diluvio di polemiche sugli assembramenti vietati dalle norme anti-Covid. Le immagini con persone in spensierata allegria che passeggiavano, complice qualche squarcio di bel tempo, nelle strade di grandi città come Roma, Milano, Napoli e Bologna non sono state gradite da esperti vari e dal ministro della Salute, Roberto Speranza. "Zona gialla non significa scampato pericolo. Serve ancora la massima prudenza se non vogliamo tornare indietro rispetto ai passi avanti delle ultime settimane", ha affermato questa mattina l’esponente del governo.

Bisogna "evitare assembramenti" perché c'è il rischio "assolutamente reale che la curva schizzi rapidamente verso numeri difficilmente gestibili", gli ha fatto eco il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo. Quest’ultimo ha ricordato come già la scorsa estate molti si fossero "proiettati al ritorno alla normalità senza comprendere che il virus era, come oggi, attorno a noi".

Nel capoluogo lombardo il fine settimana ha visto strade affollate in centro. Il ritorno del sole ha riempito la zona dei Navigli dove si sono formati assembramenti di giovani nella zona pedonale lungo la Darsena. Molte persone hanno passeggiato in corso Vittorio Emanuele e a Porta Nuova, tra piazza Gae Aulenti e corso Como. A Roma nella serata di ieri si sono registrati diversi assembramenti nella zona della movida. Sono state più di 40 le multe elevate per la violazione delle norme a tutela della salute pubblica nel Centro Storico, ma anche in quartieri come Prati, Monti, Pigneto ed Eur. La scorsa notte a Napoli sono state 44 le persone sanzionate. Nel quartiere Vomero i carabinieri hanno setacciato le strade della movida sorprendendo assembramenti e ragazzi in strada senza mascherina: i militari hanno elevato multe per un importo complessivo superiore ai 12mila euro. Scene simili anche a Bologna dove nella serata di ieri si sono registrati assembramenti di giovani nella zona universitaria, anche dopo le 22, ora in cui scatta il coprifuoco. I carabinieri hanno multato cinque persone per inosservanza delle misure anti-covid.

Nessuna scusante per chi non rispetta le regole ma va anche evidenziato che nei cittadini è forte la voglia di normalità. Importante non sottovalutare il pericolo rappresentato dal Covid ma ormai molti italiani appaiono sempre più insofferenti dinnanzi alle restrizioni. Di sacrifici i cittadini in questi mesi ne hanno fatti. Il lockdown nazionale con confinamento tra le mura domestiche tra marzo e maggio è stato rispettato, se si eccettua qualche sporadico caso di violazione delle norme prontamente sanzionato.

Si colpevolizzano i cittadini che escono per fare una passeggiata o che prendono un caffè al bar. Eppure, a parte gli assembramenti che sono vietati, va sottolineato che con queste azioni non si viola la legge. Nella "zona gialla", infatti, è consentito spostarsi nel proprio comune così come è permesso fermarsi al bar per rifocillarsi. Ai più appare un controsenso permettere gli spostamenti all’interno del proprio comune e poi redarguire chi effettivamente si muove, magari evocando scenari inquietanti. Il punto è che è difficile mantenere il distanziamento mentre, ad esempio, si passeggia. È fondamentale sottolineare che le regole, se ci sono, vanno rispettate fino in fondo. Il Covid è un nemico ancora estremamente pericoloso. Sulla questione, però, serve chiarezza.

La polemica sugli assembramenti è una storia che, per certi versi, assomiglia a quella legata al bonus vacanze, incentivo inserito nel Decreto Rilancio di maggio. Prima si è messo a disposizione del denaro per consentire agli italiani di andare in vacanza e poi si è criticato i cittadini che hanno fatto un viaggio. Per non parlare del cashback: si è incentivato i consumatori a spendere nei negozi e poi qualcuno si è lamentato per le persone nei punti vendita. Pare difficile che le persone possano mettersi d'accordo tra loro su quando andare in un negozio. Cosa fare allora? Si guardano le immagini di strade piene di persone ma spesso non si dà la giusta importanza agli assembramenti che in alcuni casi si creano sui mezzi di trasporto. Anche quelli sono potenzialmente pericolosi.

Miozzo, parlando con l’Agi, è tornato sulla questione-assembramenti: "Le immagini degli assembramenti nelle città sono inaccettabili. Siamo in piena emergenza, la pandemia è fortemente diffusa nel Paese. I sindaci devono vigilare, non posso vedere Via del Corso a Roma così piena. O i Navigli a Milano. I comuni facciano qualcosa. Capisco che non si può chiedere alle forze dell'ordine di disperdere 50mila persone per quello dico che bisogna prevenire. Usino i droni, chiudano gli accessi, insomma facciano qualcosa perché in emergenza si interviene, anche se si teme di subire un calo di popolarità".

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