La Crusca boccia "Andiamo a comandare" di Rovazzi

L'Accademia della Crusca critica l'utilizzo del verbo di moto a luogo nell'espressione "Andiamo a comandare"

L’Accademia della Crusca interviene a gamba tesa sulla musica, contro una delle canzoni più diffuse della scorsa estate e tra quelle più ascoltate dai ragazzi. A finire nel mirino degli accademici della lingua italiana è l'espressione “Andiamo a comandare”, titolo e tormentone della canzone di Fabio Rovazzi.

Niente licenza poetica per Rovazzi, insomma. La Crusca infatti ha detto che l’utilizzo in quel modo di “andiamo” non è corretto dal punto di vista delle regole della lingua italiana. Bocciato. A far scattare l'analisi della Crusca è stata una signora che ha interpellato gli esperti per capire se quell'"andiamo", abusato anche da altri in radio come in tv, sia il modo corretto di utilizzare il verbo di moto a luogo. Scrive la Crusca: "Le perplessità che possono sorgere udendo una frase come “Andiamo ad ascoltare” non nascono dal suo – eventuale – statuto di francesismo, bensì dal fatto che il verbo andare non è usato per indicare un movimento. Dicendo “Andiamo a mangiare”, “Andiamo a dormire” o anche “Andiamo a divertirci” si suggerisce l’idea che ci si sposti dal luogo in cui ci si trova per compiere una certa azione, necessariamente situata nel futuro prossimo. In “Andiamo ad ascoltare” (o “Andiamo a cominciare”, come dicevano un tempo gli imbonitori nelle fiere paesane) l’idea di futuro prossimo è sganciata da qualsiasi movimento; si tratta di un uso assai familiare, che gli annunciatori radiofonici, tenuti a un buon controllo linguistico, farebbero bene ad evitare".

Commenti

killkoms

Dom, 05/03/2017 - 12:51

meglio "presidenta" e "sindaca"?

Risot

Dom, 05/03/2017 - 15:12

"Egli è bene il riflettere che, se le cognizioni umane dovessero stare ne' limiti strettissimi che gli assegnano i grammatici, sapremmo bensì che carrozza va scritta con due erre, ma andremmo tuttora a piedi". Rinunzia avanti notaio degli autori del presente foglio periodico al Vocabolario della Crusca, (Il caffè, 1764

CarloColombo

Dom, 05/03/2017 - 15:16

Non ci dormirà la notte il Rovazzi.

Ritratto di mina2612

mina2612

Dom, 05/03/2017 - 15:29

Ma che la vada a da' via i pee anche la Crusca! La Crusca è quell'Accademia che ha ufficializzato il termine 'petaloso'!! Ma non si è mai scandalizzata con un politico, che ha ricoperto i ruoli di ministro e di presidente del consiglio, che non conosceva la differenza tra le 'P' e le 'B'!

Gibulca

Dom, 05/03/2017 - 16:50

A sentire gli strafalcioni dei romani in tv (che hanno monopolizzato la televisione grazie alle solite raccomandazioni) la Crusca getterebbe la spugna e lascerebbe fare, visti i madornali errori che una massa di ignoranti continua a fare

Ritratto di Giano

Giano

Dom, 05/03/2017 - 18:41

L'espressione "Andiamo a...o vado a…", non nell'accezione di moto a luogo, anche figurato, è un classico francesismo e, come tale, ricordo che già alle scuole medie era considerato errore e, quindi, da evitare. E’ il corrispondente francese del nostro “Faccio, o facciamo” che in francese diventa “Je vais faire…nous allons faire”. Lo sento usare normalmente specie dai cuochi in televisione; e lo trovo fastidiosissimo. Tanto è vero che ho sempre pensato che dipendesse dal fatto che, avendo frequentato forse dei corsi tenuti da insegnanti francesi, avessero assimilato l'espressione "Andiamo a cuocere, a friggere, a tritare, ad impastare, a scolare, etc.". Si può anche considerarlo ormai entrato nell’uso, ma è un errore, e non capisco perché nessuno lo faccia notare (specie ai cuochi d’Italia).