Dall'emergenza Covid al supporto ai cittadini: l'impegno dell'Esercito italiano nel 2020

Durante le festività natalizie oltre 11.000 militari dell'Esercito italiano impegnati in operazioni all'estero e sul territorio nazionale

Dall'emergenza Covid al supporto ai cittadini: l'impegno dell'Esercito italiano nel 2020

Il 2020 è stato un anno intenso per l'Esercito italiano, impegnato sia in operazioni all'estero che sul territorio nazionale, tanto per far fronte all'emergenza Covid quanto per garantire il supporto ai cittadini.

Soccorso alla popolazione ed emergenza Covid

In Italia, i militari dell'Esercito, congiuntamente alle Forze dell'Ordine, sono impegnati in 53 città nell'ambito dell'operazione "Strade Sicure". Un'operazione volta a vigilare installazioni sensibili e presidiare le principali aree metropolitane del Paese. Scendendo nel dettaglio, nell'operazione si inseriscono le attività condotte in Campania in risposta all’emergenza "Terra dei Fuochi", per prevenire e contrastare i crimini ambientali.

Basti pensare che, all’inizio dell’operazione a oggi, sono state arrestate complessivamente più di 16.500 persone, oltre 14.000 individui sono stati fermati e più di 26.000 sono stati denunciati a piede libero. Sono stati inoltre effettuati controlli a circa 5 milioni e 300 mila persone e a più di 1 milione e 800 mila mezzi, sequestrati oltre 14.000 veicoli, 1352 armi e quasi 2 tonnellate e mezzo di sostanze stupefacenti.

Da segnalare, inoltre, gli interventi dell’Esercito a seguito di eventi calamitosi, condotti in sinergia con la Protezione civile per il soccorso della popolazione e il ripristino della viabilità. Citiamo, ad esempio, il supporto fornito in occasione di alluvioni, incendi boschivi e di bonifica di ordigni esplosivi e residuati bellici.

Dalle sanificazioni di locali pubblici e di culto al controllo di aree e città, passando per l’allestimento di ospedali da campo: a partire da mese di marzo, in seguito alla pandemia di Covid-19, l'Esercito è intervenuto mettendo a disposizione tutte le capacità e i mezzi necessari per gestire e contenere il virus. Al momento ci sono circa 1.400 soldati impiegati nell’ambito dell’Operazione IGEA, avviata nel mese di ottobre su iniziativa del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, e destinata a incrementare la capacità nazionale di effettuazione di tamponi.

Sono poi stati allestiti Drive-Through-Difesa (DtD) su tutto il territorio e montati ospedali militari da campo ad Aosta, Perugia e Cosenza, mentre medici e infermieri dell’Esercito, presso gli ospedali militari di Milano o del Policlinico "Celio" di Roma, hanno assistito e curato giornalmente i cittadini colpiti dal virus. In questi giorni, l’impegno dell’Esercito è proseguito con l’operazione EOS a supporto della campagna di vaccinazione anti-Covid-19.

Le operazioni all'estero

Sono oltre 3.000 i soldati italiani, provenienti da ogni reparto dell’area operativa o logistica dell’Esercito, impiegati in decine di missioni a guida ONU, NATO e Unione Europea, in diversi teatri di crisi.

In Afghanistan, si legge sul sito dell'Esercito, il comando del contingente schierato a Herat è affidato alla Brigata Alpina "Julia" mentre da qualche settimana, presso il Quartier Generale della NATO a Kabul, l’Italia ha assunto il vice-comando della Missione Resolute Support. La Brigata “Sassari” è invece responsabile del settore ovest della missione UNIFIL, nel sud del Libano e nella capitale Beirut, nell’agosto scorso, è stata condotta l’Operazione "CEDRI", con la quale si è intervenuti con un ospedale da campo dell’Esercito e diversi assetti specialistici in soccorso alla popolazione libanese in seguito alla deflagrazione di 2.700 tonnellate di nitrato di ammonio, che ha devastato la città.

E ancora: in Iraq, i militari dell’Esercito, insieme a componenti di altre Forze Armate, addestrano le Forze di sicurezza curde (Peshmerga) e irachene nell’ambito dell’operazione "Prima Parthica", mentre attività analoga viene condotta in Somalia, Niger e Mali (con le European Union Training Missions). In Libia, il personale che opera presso l’ospedale militare da campo di Misurata, nell’ambito della missione MIASIT, continua a fornire assistenza sanitaria alla popolazione. In Kosovo, dove dal 2013 l’Italia detiene la leadership della missione NATO, il contingente KFOR è attualmente su base 5° Reggimento Artiglieria Terrestre "Superga". 200 soldati sono impiegati nella missione NATO Enhanced Forward Presence in Lettonia e ulteriori contingenti sono dislocati in altri Paesi e aree del mondo.

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