"Abbiamo due nomi": l'avvocato e le novità sul caso Denise

L'avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, è tornato a parlare della lettera anonima: "Ci sono 2 testimoni", rivela

"Abbiamo due nomi": l'avvocato e le novità sul caso Denise

Si torna a parlare di Denise Pipitone. E stavolta, lo si fa ben oltre il puro e semplice sensazionalismo. L'avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, sostiene di avere in mano degli elementi che, dopo 17 lunghi anni di silenzi e bugie, potrebbero segnare la svolta definitiva del caso. "Le persone che potrebbero conoscere la verità sono due", afferma nel corso di un intervento al programma televisivo "Storie italiane", in onda su Rai Due.

"Ci sono due nomi"

Tutto è cominciato nel tardo pomeriggio di mercoledì 12 maggio quando all'avvocato Frazzitta è pervenuta una lettera anonima contenente dichiarazioni ritenute "fortemente attendibili" sul caso della bambina scomparsa da Mazara Del Vallo il 1°settembre del 2004. Da qui, l'appello al mittente sconosciuto della missiva: "Ti invitiamo a fare un altro passo, nella massima riservatezza, fatti sentire", aveva sollecitato il legale di Piera Maggio ospite nel salotto di Barbara D'Urso su Canale 5. "Ci sono persone che hanno un pezzo di verità dentro, - aveva poi continuato -e questo pezzo di verità non l’hanno tirato fuori. Quello che invito a dire è: volete blindare ulteriormente la vostra tutela? Andate direttamente in Procura, venite a Mazara, contattate noi".

Oggi, la rosa dei presunti testimoni del rapimento di Denise si restringe a due nomi: "Ho fatto riferimento a quattro persone subito dopo il caso di Olesya. - rivela l'avvocato - Ora possono diventare due, persone che potrebbero conoscere la verità, persone che si sono trovate al posto giusto nel momento sbagliato e potrebbero aiutare".

Le intercettazioni e la pista rom

Tra i vari elementi al vaglio del pool di investigatori nella nuova tornata di indagini, vi sarebbero anche alcune intercettazioni inedite. "Le stiamo analizzando tutte, - dice Frazzitta - c’è una squadra di gran lavoro. Abbiamo un fuoriclasse, che è il maresciallo Lombardo, che ha voluto dare un aiuto spontaneamente. Queste intercettazioni potrebbero dare delle risposte importanti, perché cambia il focus: dalla persona che era stata imputata passiamo ad altri soggetti".

Infine il legale di Piera Maggio torna a parlare della pista rom e, nello specifico, del video girato dalla guardia giurata a Milano pochi giorni dopo la scomparsa della bambina: "Noi non sappiamo se quella bambina è Denise. C’è una forte somiglianza. Noi abbiamo fatto un determinato lavoro, da aprile abbiamo trasmesso gli atti in Procura. Noi avremmo trovato un’interessante somiglianza. Noi non accusiamo nessuno, mi spiace che sul web ci siano atteggiamenti nei confronti di persone che non sono neanche indagate. - conclude - Noi siamo alla ricerca della verità. Oggi non c’è nessun processo, né tanto meno un processo fatto da noi".

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