"Ti sei stancato...": il bigliettino (mai verificato) e la pista su Denise

Il possibile movente del sequestro di Denise Pipitone si trova in un biglietto anonimo con cui nel 2004 furono minacciati i carabinieri

"Ti sei stancato...": il bigliettino (mai verificato) e la pista su Denise

Per quale ragione è stata sequestrata Denise Pipitone? Al netto di tutte le piste esaminate in questi anni dagli inquirenti, che talvolta non sono tra l’altro incompatibili tra loro, come vuole l’ipotesi del passaggio di mano, una delle risposte più plausibili viene data da un biglietto di minacce rivolte ai carabinieri. Questo biglietto non fu approfondito, anche perché anonimo, ma è significativo di un clima di silenzio relativo al rapimento di Denise, un silenzio che si protrae da 17 anni.

Ospite a “Storie italiane”, nella puntata di oggi, è stato il maresciallo Francesco Lombardo che, con alcuni suoi colleghi, fu minacciato e posto sotto scorta. Il 3 settembre 2004, due giorni dopo la scomparsa di Denise, Lombardo fu messo a lavorare sul caso. La loro era una squadra di sette persone che lavoravano, come di prassi, all’interno della procura con le deleghe dei magistrati.

Una mattina però, uno dei componenti di questa squadra, ha trovato un biglietto anonimo sotto il parabrezza della sua auto: “Ti sei stancato, tu e i tuoi colleghi, di girare per Mazara del Vallo con la 156 grigia?”, vi era scritto su. Inoltre nel biglietto veniva spiegato che “questo è un fatto grave per colpire la famiglia”, una sorta di minaccioso invito a farsi i fatti propri, e di ignorare la pista del traffico d’organi e della pedofilia. Lombardo ha affermato di aver provato “una certa amarezza, soprattutto per la sicurezza dei bambini, che sono stati trincerati in casa”.

Il maresciallo ha ripercorso poi con Eleonora Daniele gli spostamenti di Anna Corona nel giorno della scomparsa e a ridosso di quel giorno, soprattutto alla luce delle anomalie delle celle agganciate dal suo cellulare: quel telefono agganciò infatti diverse celle a Mazara del Vallo, da dove Denise scomparve, ma anche a Partinico, Trapani e Carini, luoghi non esattamente vicinissimi tra loro.

Ospite in studio anche l’avvocato di Silvana, la donna che nei giorni scorsi era stata coinvolta nell’ipotesi di essere la rom del video ripreso a Milano da Felice Grieco, con una bambina che per molti potrebbe essere Denise. È stata ribadita la comprovabile estraneità di Silvana a tutta la storia, a partire dai suoi tratti somatici per finire ai documenti relativi a un fermo subito in alcune date significative per la segnalazione di Mariana, la giovane che l’aveva identificata. Silvana è depressa e sta male per queste accuse che l’hanno coinvolta.

Intanto a “Storie italiane” è stata riportata la risposta social di Maria Angioni. L’ex pm del caso di Denise dal 2004 al 2005 è stata più volte attaccata per le nuove rivelazioni: Angioni aveva detto che Denise è viva, felice e si trova in una famiglia benestante. Questa ipotesi però è stata smentita e l’ex procuratore Alberto Di Pisa aveva sottolineato come la presunta fonte della segnalazione fosse un mitomane.

Ma era veramente quella la fonte di Angioni? “Attenzione - precisa lei stessa in un suo post su Facebook - la storia del maghrebino, che sarebbe la mia fonte di informazioni su cui avrei basato la ricostruzione della attuale situazione di Denise Pipitone, è platealmente farla. Sto valutando sul punto di adire le vie legali, con una denuncia. Rimane comunque da riflettere sul perché sia stato sollevato questo polverone, tirando in ballo notizie false sulle fonti, per giunta descritte in termini tali da screditare le mie indicazioni”.