Il doppio inganno della gelosia

Nei rapporti occasionali e nell'amicizia amorosa, nessuno richiede l'esclusività sessuale. Invece al primo affacciarsi di un possibile innamoramento nasce il desiderio di esclusività e con questo il timore di non averla e quindi la gelosia, che può estendersi pure al passato.

In questa situazione gli individui, maschi o femmine, possono reagire in due modi diversi. Alcuni non sopportano lo strazio che procura loro la gelosia e se c'è un rivale e temono di non essere amati stanno così male che evitano la competizione e tendono a ritirarsi. All'opposto gli altri sono stimolati dall'ostacolo e dalle vicende passate.

Chi non sopporta il sentimento della gelosia, non resiste: vuole essere subito sicuro di essere amato e unico. In tutti gli innamoramenti c'è una fase iniziale di esplorazione in cui ciascuno si chiede ansiosamente: mi ama veramente? È la fase del «m'ama, non m'ama...». Chi sopporta male l'incertezza, se incontra un rivale vero o presunto è turbato, lotta, ma è tentato di abbandonare per timore di soffrire. Di solito avviene a chi ha già avuto esperienze di delusione o abbandono. La lotta sotto l'incubo della gelosia è una sofferenza insopportabile.

In un libro di Alain Elkann, il protagonista si sta innamorando di una bellissima donna. Ma si accorge che lei è attratta da altri uomini e che, forse, non ha ancora chiuso il suo rapporto con un vecchio amante. Preso da gelosia si allontana per molto tempo, poi torna a cercarla, ma ogni volta si trova di fronte qualcun altro con cui lei è in rapporto per cui, alla fine, se ne va per la sua strada solo. Chi vuol trattenere questo tipo di persona facendola ingelosire la perde. Se ci tiene, se l'ama, deve rassicurarla, darle subito la certezza di essere l'unica, l'amata.

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Commenti

Una-mattina-mi-...

Dom, 03/11/2019 - 20:49

PAGARE QUALCUNO PER SCRIVERE VETUSTE BANALITA': QUESTA LA VERA TRASGRESSIONE, E LA GELOSIA CHE NE SCATURISCE

apostata

Lun, 04/11/2019 - 10:21

Vorrebbe essere la descrizione della gelosia di uno “scienziato”, ma è ingenuo tentativo di racchiudere il mistero del sentimento in un piccolo schema. Ogni gelosia è diversa pur se la radice è una, non serve descrivere qualcosa come universo statistico, citare fantasmi letterari per trarne conclusioni assolute. Tutto deriva dal mistero dell’unico segnale esterno che condiziona l’esistenza, quello della riproduzione. Altri segnali non esistono. Non valgono le false fantasie di falsi rappresentanti di dio, le isteriche visioni di madonne. Gli animali e le piante ci indicano la forza irresistibile della spinta alla riproduzione. La gelosia nasce dal misterioso, travolgente bisogno di discendenza propria. La gelosia dell’uomo non è dissimile da quella dei leoni quando conquistano il branco e uccidono la prole degli sconfitti. Lucrezio l’aveva capito già prima della comparsa di cristo.

didaskalos

Lun, 04/11/2019 - 10:51

@ apostata , dunque secondo te l'uomo in campo amoroso sarebbe come gli animali? Dunque l'amore non esisterebbe, saremmo solo istinto? Eh no, è proprio l'amore che ci distingue dalle bestie, se non sei in grado di amare una persona peggio per te, l'uomo per fortuna pensa e ama liberamente, non è schiavo dell'istinto. E poi che c'entra attaccare Dio che è l'unica risposta alla sete di felicità senza fine, una sete che, guarda caso, non hanno gli animali ma abbiamo noi uomini.

apostata

Lun, 04/11/2019 - 16:33

C’è chi pensa che l’amore non sia libero, che l’uomo s’innamori per ragioni misteriose. Che gli animali abbiano gli stessi impulsi. Che animali e piante siano progetti arcani. C’è gente che non rinnega dio, ma crede che dio non sia quello delle religioni, che sia irrivelato, latitante, crudele. Gente che aborrisce la chiesa inventata da costantino a nicea, religioni, preti, vescovi, cardinali, papi, la storia del papato, la presunzione di rappresentare dio, la pedofilia, l’inquisizione, la vergogna della condanna di bruno, dell’abiura di galileo, ecc.. Flaubert sosteneva che il periodo più dignitoso dell’umanità sia stato tra cicerone e costantino quando l’umanità cesso di credere nel dio dei fulmini e non c’era ancora la religione di stato. Gentile didaskalos si ravveda, gli animalisti potrebbero dispiacersi.