Eitan, il sospetto: cosa c'è dietro la guerra tra famiglie

Udienza a Tel Aviv il 29 settembre per l’affidamento del bimbo. Il patrimonio del bisnonno morto al Mottarone e i soldi per le vittime della tragedia potrebbero essere il motivo della disputa

Eitan, il sospetto: cosa c'è dietro la guerra tra famiglie

Due famiglie che si accusano a vicenda e in mezzo il piccolo Eitan, il bambino di 6 anni unico superstite della tragedia del Mottarone, nella quale ha perso i genitori, il fratellino e i bisnonni materni. I nonni materni sono ora indagati per sequestro di persona aggravato. Esther Cohen e il suo ex marito, Schmuel Peleg, sono accusati di aver rapito il piccolo per riportarlo in Israele dopo che era stato affidato alla zia paterna. In una intervista a un quotidiano israelinao, Etty (Esther Cohen) aveva raccontato la storia straziante del suo nipotino, andando a interessare molte organizzazioni benefiche e ricevendo centinaia di migliaia di donazioni per Eitan. Adesso la nonna ha avanzato un dubbio riguardo la contesa del bimbo: “Forse il denaro ha un ruolo”.

Eitan conteso da due famiglie

I soldi sarebbero quindi il punto focale della battaglia, e non solo il benessere del bimbo. Da una parte la zia paterna Aya Biran, con il marito Or Nirko, che ha ottenuto la tutela legale del bambino. Dall’altra parte la famiglia della madre di Eitan. Il bimbo stava crescendo a casa della zia, nella villetta di Travacò Siccomario, insieme alle sue cuginette, quando il nonno materno lo ha prelevato e riportato in Israele, a Tel Aviv. Facendo i conti, c’è l’eredità considerevole dei bisnonni Itshak e Barbara Cohen, anche loro morti nella tragedia, e anche i risarcimenti che arriveranno a Eitan quando finiranno le indagini e verranno definite le responsabilità. Si parla di diversi milioni di euro.

In ballo quindi, oltre al benessere per il bimbo, ci sarebbe anche quello economico. Sembra che il bisnonno materno fosse molto affezionato alla nipote e nel testamento potrebbe aver lasciato tutto a lei. Ma, essendo morta, l’eredità andrebbe al primo discendente diretto, ovvero suo figlio Eitan. Inoltre ci sono i risarcimenti alle vittime che aumentano proporzionalmente alla loro età. I genitori di Eitan avevano 30 e 27 anni, il fratellino solo 2. Anche Eitan ha riportato lesioni gravissime che lo costringono ancor oggi a camminare grazie a un girello.

Tanti i soldi in ballo

In più si devono contare anche tutte le donazioni e le raccolte fondi per aiutare il bambino orfano. Tra queste, tramite il sito israeliano Giusmehalev, una ha portato 150mila euro nelle tasche della famiglia Peleg. La somma, secondo un legale, doveva servire “per il sostentamento in Italia e le spese processuali del bambino”. Molti donatori adesso vogliono però essere rimborsati, convinti che il loro denaro sia invece servito per pagare l’aereo privato che ha riportato Eitan in Israele. Il 29 settembre ci sarà l'udienza al tribunale di Tel Aviv per decidere l'affidamento del bimbo conteso. E la zia, che aveva chiesto l’immediato ritorno in Italia del nipotino, sarà presente.

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