Emanuele Scieri, la soluzione del caso nel dna trovato su una lettera?

Ancora molte le ombre e i misteri sul caso del parà trovato senza vita nella caserma di Pisa il 16 agosto 1999: indagati per omicidio tre ex commilitoni

Il Dna presente su una lettera che informava del presunto suicidio di Emanuele Scieri potrebbe dare una svolta importante nel caso del giovane parà trovato senza vita nella caserma Gamerra di Pisa. Era il 16 agosto del 1999. La procura generale militare della corte d'appello di Roma che indaga sulla morte del parà, ha reso noto il seguente provvedimento riportato dal settimanale Giallo: "Il Dna degli indagati per la morte di Emanuele Scieri sarà comparato con quello trovato conservato su una busta inviata anni fa agli inquirenti per depistare le indagini". Emanuele, originario di Siracusa, era laureato in giurisprudenza. Il suo corpo senza vita venne rivenuto sotto una torre di addestramento della caserma pisana. All'epoca, Emanuele stava svolgendo il servizio militare.

Dopo più di 20 anni all'insegna dell'omertà e di indagini arrivate ad un punto morto, si registrano attualmente due inchieste riguardanti il caso. Una di queste è condotta dalla procura di Pisa, che ha indagato per omicidio volontario tre ex commilitoni del parà: Andrea Antico, Alessandro Panella e Luigi Zabara. La seconda indagine è coordinata dalla procura militare, che ha indagato sui precitati ex commilitoni, ai quali è stato contestato un reato diverso, ovvero: "Violenza di inferiore mediante omicidio a concorso".

Emanuele Scieri: le accuse mosse ai tre ex commilitoni

Le due inchieste sui tre ex commilitoni di Emanuele Scieri divergono sensibilmente, nonostante entrambe parlino di omicidio. Secondo la procura generale militare, infatti, non vi sarebbero stati atti di nonnismo nei confronti del 26enne e interpreta la morte di Emanuele come una punizione datagli in quanto era stato scoperto mentre parlava al telefono. Dopo anni di dubbi e silenzio, queste due importantissime indagini stanno procedendo velocemente. La procura di Pisa ha chiesto la riesumazione della salma di Emanuele Scieri per svolgere su di essa una nuova perizia medico-legale.

Differentemente, la procura militare ha richiesto la comparazione tra il Dna isolato su una lettera anonima giunta agli inquirenti dopo la morte di Emanuele Scieri, con quello dei tre ex commilitoni ai quali è stato contestato il reato di omicidio. Oramai è chiaro che tale missiva avesse la chiara intenzione di depistare le indagini da parte degli investigatori, "minimizzando" la vicenda come un caso di suicidio. Difatti, lo scritto in questione è pregno di informazioni mendaci volte a rafforzare l'ipotesi che Emanuele si fosse tolto la vita. Al momento non è dato sapere se a redigere il messaggio fossero stati uno o più autori. Le indagini proseguono.

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