Enrico Rossi, post contro Marchionne; “uscita becera”, commenta Fi

Il governatore della Toscana sceglie il momento sbagliato per esprimere le sue opinioni e viene sommerso di critiche

Ha fatto decisamente rumore l’ultima uscita del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.

In queste ultime ore, sui quotidiani ed in tv, si parla molto di Sergio Marchionne e delle critiche condizioni di salute nelle quali versa. Molte personalità della politica hanno espresso la loro vicinanza all’ormai ex amministratore delegato di Fiat Chrysler, ricordando, fra le altre cose, la sua instancabile dedizione al lavoro ed i grandi risultati ottenuti. Decisamente controcorrente, invece, è stato il contenuto di un post lasciato su Facebook dal presidente Rossi, parole poi riportate dal quotidiano “La Nazione”. “I giornali esaltano le sue capacità di leader e di innovatore. Ma, nel rispetto della persona, non si deve dimenticare la residenza in Svizzera per pagare meno tasse, il Progetto Italia subito negato, il baricentro aziendale che si sposta in Usa, la sede legale di Fca in Olanda e quella fiscale a Londra” dice Enrico Rossi, che accusa Marchionne di avere avuto comportamenti autoritaristici nei confronti dei sindacati e dei lavoratori, facendo drasticamente calare il numero degli occupati, che risulta ad oggi ben inferiore rispetto al lontano 2000 (da 120mila a 29mila).

Secondo il presidente della Regione Toscana, pur trovandoci in un momento di apprensione e di partecipazione, è necessario compiere uno sforzo e mantenersi lucidi nel giudicare l’operato di un uomo che di sbagli, a suo dire, ne ha commessi molti. “Marchionne era un manager capace, soprattutto per gli azionisti, ma certo poco o per niente attento alla storia e agli interessi industriali del Paese, il quale, d'altra parte, ha avuto una politica debole, priva di strategie industriali, che sostanzialmente ha lasciato fare”.

Immediata, dunque, la pioggia di critiche rivolte al governatore, colpevole non tanto di avere un’idea diversa nei confronti del famoso manager, quanto piuttosto di avere scelto di parlare e di attaccarlo in momento così difficile e doloroso per lui e per i suoi affetti.

“Ogni scusa è buona per una sinistra alla sbando per ricercare affannosamente un'identità perduta attaccandosi a schemi vecchi e superati. Rossi crede di risvegliare il consenso ormai perduto attaccando un grande manager mentre sta lottando in un letto di ospedale, facendo leva sull'equazione imprenditore uguale padrone. Senza capire che di fronte alla malattia ci sono delle persone e basta. Non un politico, un manager, o un operaio, ma un uomo o una donna che lotta insieme ai priori cari. E il dolore e la malattia meritano rispetto. Sempre. Un post indegno, patetico, come certi commenti” dichiara Stefano Mugnai, vicecapogruppo alla Camera per Forza Italia, che si dice disgustato ed alla fine sentenzia: “Ma tanto il 2020 arriverà lo stesso!”, ovvero quando terminerà il mandato dell’attuale presidente della Regione Toscana.

“Cattivo gusto, uscita becera sia politicamente che umanamente dato il momento di grave sofferenza attraversato da Marchionne e dai suoi familiari” commenta anche Maurizio Marchetti, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana.

Alle voci di protesta, si aggiunge quella di Stefano Maullu, rappresentante di Forza Italia in europarlamento. “In queste ore, con i suoi attacchi contro Marchionne, la sinistra sta offrendo uno spettacolo davvero triste e desolante: per arrivare a tanto, la condizione di miseria morale in cui è sprofondata appare davvero spaventosa”.

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