Le proteste degli studenti Erasmus di Bologna

Diversi studenti Erasmus ospiti dell'Università di Bologna protestano per il caro vita italiano

Le proteste degli studenti Erasmus di Bologna

Ormai da diversi anni molti studenti universitari partono da qualsiasi posto del mondo per il progetto Erasmus, volto a conoscere nuove culture e a perfezionare gli studi in un'università straniera.

L'Italia ha ospitato nell'ultimo anno 21.000 studenti stranieri e il quotidiano La Stampa nei giorni scorsi ha parlato direttamente con diversi ragazzi ospiti dell'ateneo di Bologna, che conta 5800 allievi stranieri sui 58 mila iscritti totali. Da Bologna arrivano però le lamentele degli studenti, che riguardano in particolar modo il caro vita delle città italiane. Molti di loro, partiti per il progetto Erasmus, hanno rinunciato all'opportunità e sono tornati a casa dopo aver trovato diverse difficoltà per l'alloggio.

Alcuni vivono in un bed and breakfast, altri ancora nei camper perché impossibilitati a trovare un posto letto che costi meno di 200 euro settimanali: "Sono a Bologna da quasi due mesi e sto ancora in un bed and breakfast. A un mio amico per un posto letto hanno chiesto 200 euro alla settimana, e un altro è costretto a dormire in un camper".

Le lamentele non si limitano solamente al costo della vita ma si allargano anche alle questioni logistiche universitarie. Le troppe persone nelle varie aule durante le lezioni non permettono un buon apprendimento e l'abitudine italiana del quarto d'ora accademico è assolutamente bacchettata dai nostri ospiti: "Qualche volta siamo troppi a lezione, 80-90 studenti contro i 20 che eravamo in Inghilterra. Diventa difficile fare domande ai docenti, e per loro è altrettanto difficile seguirci a livello personale. Da noi invece c'è più interesse per gli studenti da parte dei docenti. E poi... perché non fissare direttamente l'orario d'inizio 15 minuti dopo, se tu professore arrivi 15 minuti dopo?".

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