Il mistero dell'estate senza afa

Estate 2020: la più fresca degli ultimi 5 anni. Secondo i meteorologi siamo tornati a temperature accettabili, da anni ‘70. E la sera non guasta una giacca leggera

Il mistero dell'estate senza afa

Anche l’estate 2020 sembra essersi adeguata al periodo particolare che stiamo vivendo. Dopo anni di mesi estivi caldi e afosi, quella che stiamo vivendo adesso sembra essere fresca e piacevole. A volte la sera non serve neanche accendere il condizionatore. Secondo i meteorologi è l’estate più fresca degli ultimi 5 anni. L’estate che stiamo vivendo, già zeppa di ostacoli, è caratterizzata da un fresco davvero insolito. Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma, l'istituto di biometereologia di Firenze e della Toscana, ha spiegato che "sembra di essere tornati alle estati mediterranee degli anni '70-'80". Quando per uscire la sera si metteva sopra al vestito leggero una giacca o per cautela si portava un maglioncino di cotone. Se di giorno le temperature sono comunque calde, è la notte a fare la differenza. Basterebbe infatti aprire la finestra per evitare di accendere il condizionatore. Non è poi così traumatico come si pensava dover indossare ogni tanto la mascherina. E pensare che a maggio le previsioni per l'estete alle porte erano ben diverse.

Estate fresca: colpa del Covid?

Che il Covid-19 abbia in qualche modo cambiato anche l’estate? L’idea in effetti è stata presa in considerazione, tanto da creare un dibattito tra gli esperti e anche presso l'Osservatorio di Mauna Loa, alle Hawaii, nel quale vengono studiati gli effetti dell’anidride carbonica sul clima. Sembra però che non sia così. Come riportato da Repubblica, Mario Contaldi, esperto dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale a livello nazionale, ha spiegato che l’osservatorio americano ha confermato che quando si parla di effetto serra, quello che conta sono le concentrazioni e non le emissioni. "La CO2 rimane nell'atmosfera 100 anni, ci vorrebbe un calo perlomeno dell'80 per cento per avere un immediato effetto sul clima" ha aggiunto. Secondo la rivista scientifica internazionale Nature, con il lockdown le emissioni di Co2 nel mondo sono calate del 17%. Mentre nel nostro Paese il calo massimo delle emissioni è stato del 27,7%. Insomma, non c’entra nulla il coronavirus con la normalizzazione climatica che stiamo vivendo. Anche perché Mauna Loa ha registrato una concentrazione di 410 ppm (parti per milione) di CO2. Ovvero la più alta negli ultimi 20 anni.

Il calo delle temperature però c’è ed è evidente. Se si prendono in considerazione i valore relativi al periodo compreso tra l’1 giugno e il 19 luglio del 2019 e quelli del 2020, Genova registra 3,2 gradi in meno, Palermo meno 1, Milano -2,2, 2,4 di Bologna, 2,1 di Firenze, 1,6 di Roma, 1,7 di Napoli, 2,5 di Bari. Guido Viale, ricercatore, ha spiegato che "la vicenda del particolato è diversa da quella dei gas climalteranti come CO2, metano e clorofluorocarburo. Con il lockdown è diminuito lo smog perché gli inquinanti se ne vanno ma non l'effetto serra perché i gas climalteranti permangono centinaia di anni". Secondo Gozzini è spiegabile solo attraverso l’anticiclone africano, in quanto "la diminuzione di CO2 ha effetto nel tempo non subito. Invece è mancato, per ora, il monsone africano e che spinge l'anticiclone nel Mediterraneo e ha prevalso quello delle Azzorre che spinge aria fresca".