Al Sud Italia le Regioni con più disoccupati d'Ue: peggio solo il Madagascar

Negli ultimi cinque posti della classifica Ue per tasso di occupazione ci sono quattro regioni del Mezzogiorno, con una media di occupati di meno della metà degli abitanti. E a Reggio Calabria il Sud manifesta contro il governo insieme alla sigle sindacali

Al Sud Italia le Regioni con più disoccupati d'Ue: peggio solo il Madagascar

Quattro delle cinque regioni con il più basso tasso di occupazione in Europa sono al Sud Italia. Peggio solo la Mayotte, una piccola isola africana appartenente alla Francia. Lo dicono i dati Eurostat: rispetto a una media Ue del 73,1% , al mezzogiorno solo meno della metà delle persone tra i 20 e i 64 anni ha un lavoro.

Le posizioni di fondo classifica sono tutte occupate da regioni del Sud Italia. Le percentuali riferite al 2018 vedono in questa speciale graduatoria europea penultima la Sicilia con il 44,1% di persone che possiedono un'occupazione, preceduta dalla Campania al 45,3%, la Calabria con il 45,6% e la Puglia con il 49,4%. All'ultimo posto la regione d'oltremare francese al largo del Madagascar con il 40,8% di occupati.

E al Sud i sindacati scendono in piazza proprio in queste ore per protestare contro le politiche sul lavoro del governo. A Reggio Calabria si sono ritrovati in 25mila per la manifestazione "Ripartiamo dal Sud per unire il Paese" promossa da Cgil, Cisl e Uil. "Bisogna ripartire dal Sud - ha detto il segretario della Cgil , Maurizio Landini - bisogna ripartire con gli investimenti, con un piano straordinario di investimenti perché il punto è creare lavoro e creare uno sviluppo vero che duri nel tempo. Basta campagna elettorale, ne abbiamo fin sopra i capelli, i problemi non si son risolti. La situazione è peggio di un anno fa ed è necessario che il governo ascolti questo popolo, queste piazze, e si discuta assieme a chi li rappresenta come cambiare insieme questo Paese".

"Una società democratica - ha aggiunto Landini - se le persone non hanno il lavoro, non hanno diritti, rischia di non reggere e ci sono troppe diseguaglianze, è necessario rilanciare con forza un'idea di

unità del Paese che si fonda sugli investimenti e sul fatto che c'è bisogno di un Paese unito per cambiare anche l'Europa, per affermare un'Europa dei diritti e anche un'Europa della solidarietà che oggi non c'è".

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