Ex Ilva, il minsitro Bellanova dimentica a Taranto il quadro regalato dalle madri dei ragazzi morti

Il ministro dell'Agricoltura aveva lasciato la tela sul palco del convegno a fine settembre. Oggi si scusa tramite i social e le invita a un incontro, ma la mamma di un ragazzo morto di sarcoma risponde: "Basta, ha già dimostrato l'interesse nei nostri confronti"

Un paio di mesi fa, alla fine di settembre, un gruppo di madri di Taranto le avevano donato un quadro raffigurante un teschio, accompagnato da una didascalia inequivocabile: "Mamme no diossina". La tela era stata realizzata con la polvere del materiale che si deposita da decenni nell'intero quartiere Tamburi di Taranto. Glielo avevano regalato al termine di un dibattito in un paese vicino alla città pugliese, dove Teresa Bellanova, ministro dell'Agricoltura del governo giallorosso, aveva preso parte durante la festa della Fiom Cgil. Soltanto che l'opera, il ministro, l'aveva dimenticata sul palco.

Le scuse del ministro

E oggi, a quasi due mesi di distanza da quell'incontro, avvenuto il 28 settembre scorso, Bellanova con un lungo messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook, ha voluto scusarsi per quello che lei stessa ha definito un "errore": "Non ho avuto esitazioni quando ho saputo che alcune madri volevano incontrarmi e parlare: non mi sono mai sottratta e mai lo farò. È vero, nella baraonda emotiva di quella sera - perché di baraonda bisogna parlare quando da madre a madre sei costretta a discutere sulla morte di un figlio - il quadro che vedete nella foto è rimasto per errore sul palco. E di questo me ne dispiaccio. Non l'ho giudicato, perché in me è prevalsa la necessità di ascoltare il dolore e le richieste di una madre che ha perso il figlio e di provare ad offrire risposte. Tantomeno l’ho buttato, perché nella mia vita non ho mai gettato nulla che mi sia stato regalato e a maggior ragione non lo avrei fatto in questo caso. Sono pronta a tornare a Taranto ad ascoltare le ragioni di chi lì vive, come ho fatto quella sera e tantissime altre volte in questi anni".

"Non date giudizi affrettati"

Bellanova, al termine del suo lungo messaggio di scuse, ha chiesto però di non giudicare la sua dimenticanza e si è giustificata dicendo che della città di Taranto si è sempre occupata e ha terminato affermando di non essersi mai"risparmiata per risolvere quell'intricata vicenda chiamta Ilva, cercando di coniugare ambiente, salute e occupazione". Le due mamme di Taranto, la prima ancora in lutto per la morte del figlio 15enne, ucciso da un sarcoma lo scorso gennaio, le avevano consegnato l'opera d'arte realizzata con le polveri provenienti dall'acciaieria, raccolte sui balconi del rione Tamburi, spiegando il motivo di quel dono che, per loro, era così importante. Su quel palco, l ministro le aveva ascoltate e aveva replicato, con risolutezza, affermando di avere agito sempre nella convizione di fare il giusto.

La replica delle mamme (deluse)

Le due donne, che confermano di essersi offese per la dimenticanza del ministro dell'Agricoltura, hanno sfogato la loro frustrazione. Carla Luccarelli, una delle due donne pugliesi, all'Adnkronos ha dichiarato: "Quell'abbandono simboleggia l'abbandono ennesimo da parte della politica. Noi ci aspettavamo, almeno, vista l'umanità che il ministro va dichiarando, che lo portasse a Roma e spiegasse ciò che aveva ricevuto a Taranto dalle mamme esasperate per la situazione in cui vivono. Era una manifestazione del nostro disagio e non è stata accolta". La donna ha poi continuato dicendo che quell'azione era solo un simbolo per riportare attenzione sul caso Ilva, oggi gestita da ArcelorMittal. Le mamme, dopo aver saputo che il ministro aveva lasciato il quadro sul palco hanno deciso di recuperarlo e riprenderselo.

Il rifiuto di un incontro con il ministro Bellanova

Sempre Luccarelli, dopo aver appreso dell'invito di Bellanova, ha fatto sapere che lei e le altre donne rifiutano il confronto e ha concluso: "Dopo che si è sentita attaccata così su Facebook, a distanza di due mesi, cerca un incontro? Basta, ha già dimostrato l'interesse nei nostri confronti, che non c'è". Proprio in queste ore, la donna, che ha fondato l'associazione "Giorgioforever", ha partecipato insieme ad altre mamme e ad altre associazioni, a un sit-in davanti alla prefettura per ribadire la richiesta della chiusura dell'azienda e la riconversione dell'area industriale.

Commenti

torquemada63

Ven, 15/11/2019 - 10:05

egregie signore, non avete capito proprio nulla, se l'ilva verrà chiusa, rimarrà li come è ora, forse non avete capito, ci sono migliaia di aziende dismesse che non sono mai state bonificate e non lo saranno mai, a meno che non faccia gola l'area dove sorge, anzi con la chiusura nel giro di qualche anno la situazione sarà anche peggiore, ma tanto con la chiusura dell'azienda che da lavoro a metà città, il problema sarà risolto i tarantini dovranno andarsene altrove per campare, le case non varrano più nulla; auguri ne avete tanto bisogno.