Nel quarto anniversario dell’invasione russa, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa sono a Kiev per ribadire il sostegno dell’Unione europea all’Ucraina. “Non ci arrenderemo finché non sarà ristabilita la pace. La pace alle condizioni dell’Ucraina”, ha scritto von der Leyen sui social, sottolineando l’impegno finanziario e militare di Bruxelles.
Durante il viaggio verso la
capitale ucraina, Costa ha parlato di una “nuova Ue” nata dopo lo scoppio della guerra e ha definito “assolutamente inaccettabile” il veto dell’Ungheria sul prestito a Kiev, assicurando che l’Unione manterrà gli impegni assunti.In Kyiv for the tenth time since the start of the war.
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) February 24, 2026
To reaffirm that Europe stands unwaveringly with Ukraine, financially, militarily, and through this harsh winter.
To underscore our enduring commitment to Ukraine’s just fight.
And to send a clear message to the Ukrainian… pic.twitter.com/iULkEQji16
Kiev: "Mosca pianifica di conquistare l'intero Donetsk entro fine marzo"
I russi pianificano di conquistare l'intera regione di Donetsk entro la fine di marzo. Lo afferma il vice capo dell'ufficio del presidente dell'Ucraina Pavlo Palisa, come riporta Rbc. "I piani del nemico - ha affermato - sono ovvi. Il suo obiettivo è raggiungere i confini amministrativi della regione di Donetsk entro la fine di marzo o l'inizio di aprile". Secondo Palisa, i russi vogliono compiere la massima avanzata nelle regioni di Zaporizhzhia e Dnipropetrovsk. Allo stesso tempo, il nemico continua a cercare di creare zone cuscinetto lungo il confine nelle regioni di Sumy e Kharkiv. "Se avrà successo, entro la fine dell'anno il nemico tenterà di organizzare un'offensiva per catturare o creare le condizioni per la cattura di Zaporizhzhia, Kherson, Mykolaiv e infine Odessa", ha aggiunto Palisa.
Meloni ai Volenterosi: "Serve un inviato Ue per l'Ucraina"
Per l'Europa è necessario essere presente e parlare con una voce sola, ed essere rappresentata da una persona che possa prendere parti ai negoziati con la Russia e agli altri colloqui che emergeranno per il post-guerra in Ucraina. E' stato questo, a quanto apprende l'ANSA da fonti qualificate presenti alla riunione, uno dei passaggi principali dell'intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla riunione della Coalizione dei Volenterosi che si è tenuta in videocall nel pomeriggio. Il passaggio, viene sottolineato, non ha registrato interventi contrari nel corso della riunione.
Medvedev: "Potremo usare l'atomica se Francia e Gb danno armi nucleari a Kiev"
In uno scenario in cui Francia e Regno Unito dovessero "trasferire tecnologie nucleari" all'Ucraina, "non c'è alcun dubbio che la Russia dovrà usare qualsiasi tipo di arma nucleare, comprese quelle non strategiche, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro Paese. E, se necessario, anche contro i Paesi fornitori che diventano complici del conflitto nucleare con la Russia". Lo scrive su Telegram Dmitry Medvedev, ex presidente russo e attuale numero due del Consiglio di sicurezza nazionale russo. "Questa è la risposta simmetrica a cui ha diritto la Federazione Russa", afferma Medvedev, le cui parole giungono dopo che il Servizio di intelligence esterno russo (Svr) ha affermato che Parigi e Londra starebbero lavorando attivamente per fornire a Kiev armi nucleari.
Mosca: "Londra e Parigi vogliono dare l’atomica all’Ucraina"
Se il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov dichiara che l'operazione militare speciale - come Mosca chiama ancora l'invasione su vasta scala dell'Ucraina - andrà avanti fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi, il Servizio di intelligence esterno russo va oltre e aggiunge: "Londra e Parigi vogliono dare l’atomica all’Ucraina".
Palazzo Chigi: "Dall'Italia costante e convinto sostegno all'Ucraina"
"Nel quarto anniversario dell'ingiustificata e brutale aggressione russa all'Ucraina, il Governo italiano rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle Istituzioni e alla popolazione ucraina. In questi quattro anni di lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza, l'Italia ha sempre assicurato il proprio costante e convinto sostegno insieme ai propri alleati europei e occidentali". Lo afferma una nota di Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Giorgia Meloni in video collegamento alla riunione dei leader della coalizione dei volenterosi. "L'Italia - prosegue il comunicato - concorre con determinazione agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura. In questa prospettiva, il Governo sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e partecipa alle attività della Coalizione dei volenterosi per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l'Ucraina".
Cremlino: "Obiettivi non raggiunti, l'operazione in Ucraina continua"
"Gli obiettivi" dell'intervento militare russo in Ucraina "non sono stati pienamente raggiunti", e quindi "l'operazione militare speciale continua". Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalle agenzie russe.
Ue: "Accelerare sull'istituzione del tribunale speciale per l'Ucraina"
L'Unione europea continua "a stare al fianco del popolo ucraino e a sostenerlo in ogni modo possibile. La cosa più importante è che lo spargimento di sangue finisca, che l'aggressione russa in Ucraina finisca, ma per avere una pace giusta e duratura, deve esserci giustizia. Ed è per questo che la comunità internazionale deve procedere ora con rapidità, con l'istituzione formale del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l'Ucraina". Lo ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, arrivando al Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles. Il commissario ha quindi ribadito l'impegno dell'Ue a licenziare "il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca" e ad attuare "quanto concordato dagli Stati membri dell'Ue in relazione al prestito da 90 miliardi di euro".
Nel sanzioni Gb a Mosca: petrolio nel mirino
Il governo britannico di Keir Starmer ha annunciato un ennesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. In totale vengono evocate 300 nuove misure, contro aziende e individui nel settore energetico e petrolifero nella fornitura di "equipaggiamento militare" per le forze di Mosca. Nel mirino le "cruciali" esportazioni di petrolio russo e il colosso degli oleodotti Transneft, "responsabile dell'80%" dell'export petrolifero nell'ambito di quelli che vengono definiti "i disperati sforzi del Cremlino di trovare compratori per il suo greggio" già sanzionato dall'Occidente.
Vertici Ue: "Putin non ha raggiunto gli obiettivi, aumentiamo la pressione"
"La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido. Gli ucraini restano straordinari per fermezza, determinazione e resilienza". Lo affermano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. "La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace", aggiungono.
Merz: "Il destino di Kiev è il nostro destino"
"Per quattro anni, ogni giorno e ogni notte sono stati un incubo per gli ucraini. E non solo per loro, ma per tutti noi. Perché la guerra è tornata in Europa. Solo unendo le forze potremo porvi fine. Perché il destino dell'Ucraina è il nostro destino", le parole su X del cancelliere tedesco, Friedrich Merz.
Macron: "Guerra triplice fallimento per Mosca, noi ed Europa con Kiev"
"Questa guerra è un triplice fallimento per la Russia: militare, economico, strategico. Ha rafforzato la Nato, di cui voleva evitare l'espansione, ha unito gli europei che voleva indebolire e ha messo a nudo la fragilità di un imperialismo di un'altra epoca. Poiché l'Ucraina è la prima linea di difesa del nostro continente, la Francia e l'Europa le sono risolutamente al fianco". Lo scrive il presidente francese, Emmanuel Macron, in un post su X pubblicato in francese, ucraino e inglese.
"Sono ormai quattro anni che l'Europa si è svegliata con il rumore delle bombe russe in Ucraina. Quattro anni di una guerra di aggressione scelta dalla Russia, in flagrante violazione del diritto internazionale, della sovranità di un popolo e della vita umana. Quattro anni di città colpite, scuole e ospedali distrutti, infrastrutture energetiche metodicamente prese di mira per gettare le famiglie nel freddo e nel terrore. Quattro anni, 15mila civili ucraini uccisi. Quattro anni di vite spezzate, violenze, stupri, torture, crimini di guerra e terrore. Quattro anni e migliaia di bambini ucraini strappati alla loro terra e alle loro famiglie. Ma quattro anni in cui l'Ucraina resiste e tiene duro", scrive Macron. E ancora: "Un giorno, i russi si renderanno conto dell'enormità del crimine commesso in loro nome, della futilità dei pretesti addotti e degli effetti devastanti a lungo termine sul loro Paese. Mentre il Cremlino prometteva di conquistare l'Ucraina in pochi giorni, dalla stabilizzazione del fronte nel novembre 2022 solo l'1% del territorio ucraino è stato conquistato. Il mese scorso, l'Ucraina ha persino riconquistato terreno. E a quale prezzo per i russi? Più di 1,2 milioni di soldati russi sono stati feriti o uccisi, il numero più alto di vittime russe in combattimento dalla Seconda guerra mondiale. Di fronte alle perdite, la Russia sta arruolando individui nel continente africano per mandarli a combattere sul fronte ucraino, spesso senza alcuna formazione preliminare".
Salvini: "Serve uno sforzo diplomatico di tutti per arrivare alla pace"
"Quattro anni di guerra, morte e distruzione, ogni giorno che passa è un giorno di troppo. Oggi più che mai è necessario uno sforzo diplomatico da parte di tutti, nessuno escluso, per seguire il percorso tracciato dal Santo Padre e dagli Usa e arrivare finalmente alla PACE". Lo scrive su X il leader della Lega, Matteo Salvini in occasione dell'anniversario della guerra in Ucraina.
Tajani: "Pace giusta unica scelta, dopo 4 anni l'impegno si rinnova"
"Una pace giusta e duratura è l’unica scelta, e noi staremo sempre con il popolo ucraino". Lo scrive su X il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, nel giorno in cui ricorre il quarto anniversario dell'inizio della guerra in Ucraina, aggiungendo che "dopo 4 anni il nostro impegno si rinnova e si rafforza". "Sono passati 4 anni dall'invasione dell'Ucraina: il nostro pensiero va alle migliaia di vittime, alle famiglie spezzate, a un popolo eroico che da quattro anni resiste sotto gli attacchi. Dopo 4 anni il nostro impegno si rinnova e si rafforza: condanniamo con fermezza questa guerra e confermiamo il nostro sostegno all’Ucraina, alla sua indipendenza, alla sua sovranità e al semplice diritto degli ucraini a vivere in pace e libertà", scrive Tajani. E ancora: "L'Europa vuole e lavora per la pace, chi ha violato la legge internazionale dovrà capirlo: una pace giusta e duratura è l’unica scelta, e noi staremo sempre con il popolo ucraino".
Sono passati 4 anni dall’invasione dell’#Ucraina: il nostro pensiero va alle migliaia di vittime, alle famiglie spezzate, a un popolo eroico che da quattro anni resiste sotto gli attacchi. Dopo 4 anni il nostro impegno si rinnova e si rafforza: condanniamo con fermezza questa…
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) February 24, 2026
Dai vertici Ue a Stubb e Plenkovic, i leader presenti a Kiev
Dai vertici Ue Ursula von der Leyen e Antonio Costa ai leader baltici, è piuttosto nutrito il gruppo di leader europei che ha scelto di recarsi a Kiev per il quarto anniversario della guerra in Ucraina. Nella capitale giallo-blu sono infatti arrivati il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il suo omologo lituano Gitanas Nausėda, il premier croato Andrej Plenković, la premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro estone Kristen Michal, la premier islandese Kristrún Frostadóttir, la premier lettone Evika Siliņa, il capo del governo norvegese Jonas Gahr Store, il suo collega svedese Ulf Kristersson.
Berlino, Parigi e Varsavia: "Nato più forte che mai"
"Il piano di Putin non è riuscito. È addirittura fallito in modo grandioso. Putin ha completamente sottovalutato la resistenza del popolo ucraino. La Nato sta assieme come mai prima di ora. È addirittura più forte di prima". È quello che scrivono i ministri degli Esteri del gruppo E3, il tedesco Johann Wadephul, il francese Jean-Noel Barrot e il polacco Radoslaw Sikorski, un intervento congiunto sulla Faz, pubblicato in occasione della ricorrenza del quarto anno dell'invasione russa in Ucraina.
"Con oltre 1,2 milioni di uomini feriti, spariti o morti", la Russia conta perdite enormi, che superano tutte quelle registrate dal 1945 ad oggi. E dal 2025 hanno conquistato "l'1 per cento di territorio in più". Ricordando gli attacchi alla popolazione civile, "agli ospedali, le scuole, i blocchi residenziali" anche nella capitale Kiev, i ministri tornano a denunciare che la Russia commette "crimini di guerra", cerca di "piegare l'Ucraina con il terrore" e "Putin gioca cinicamente con il freddo".
"Un mondo illiberale vuole sfidare l'occidente democratico", si legge fra l'altro. "Per questo - continua l'intervento dei ministri sulla Faz - la nostra volontà di sostegno è irremovibile. Perciò il patrimonio russo resta congelato nel suo valore miliardario. E perciò continueremo ad alzare la pressione sulla Russia". I tre ministri spiegano di voler proseguire nel sostegno a Kiev: "Per questo mettiamo a disposizione altra difesa aerea. Per questo diamo assistenza sulle infrastrutture energetiche, non solo questo inverno ma anche in preparazione del prossimo. Per questo l'Ue aiuta l'Ucraina con 90 miliardi. Per questo abbiamo lanciato sanzioni che colpiscono duramente Putin. Per questo sosteniamo un ingresso dell'Ucraina nell'Ue. E per questo vogliamo che rispondano in un tribunale speciale per crimini di guerra".
Costa: "L'Ue deve partecipare ai negoziati sulla sicurezza europea"
"Alcune questioni possono essere negoziate solo dall'Unione europea: il processo di adesione dell'Ucraina, il congelamento dei beni, le sanzioni contro la Russia. E sicuramente dobbiamo partecipare attivamente alle discussioni con la Russia sul futuro assetto di sicurezza dell'Europa", ha aggiunto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa nel corso del viaggio a Kiev. "Desidero rendere omaggio al coraggio e alla determinazione del popolo ucraino che, in questi quattro terribili anni, ha resistito all'invasione su larga scala della Russia, respingendo quest'ultima nella parte orientale del paese, e continua a difendere il fronte con grande coraggio. Rendo omaggio anche alla determinazione dell'Ucraina a compiere progressi sul percorso europeo. È davvero impressionante come un Paese in guerra stia riuscendo a realizzare le riforme necessarie per portare avanti il processo di adesione", ha sottolineato.
I dossier della missione di von der Leyen e Antonio Costa a Kiev
Sarà l'energia e il sostegno all'Ucraina segnata dal freddo a causa delle bombe russe uno dei dossier principali della missione di Ursula von der Leyen e Antonio Costa a Kiev. Con loro anche alcuni commissari europei - tra i quali quello all'Energia Dan Jorgensen - e un gruppo di leader del continente, tra i quali il primo ministro croato Andrej Plenkovic, la premier danese Mette Frederiksen, il presidente ceco Petr Paver. L'Ue proverà quindi a venire incontro alle richieste di Volodymyr Zelensky sul fronte degli aiuti energetici. Allo stesso tempo Costa affronterà con il presidente ucraino anche il caso dell'oleodotto Drubzha, che secondo Budapest l'Ucraina sta volutamente non riparando. Come ritorsione Viktor Orban ha bloccato le nuove sanzioni per Mosca e il prestito da 90 miliardi a Kiev. L'idea dei vertici Ue è quella di assicurarsi che l'oleodotto sia presto riparato, per non fornire alcun casus belli a Orban. Una volta ripristinato il flusso di petrolio, Bruxelles si aspetta immediatamente dopo il via libera dell'Ungheria al prestito per Kiev.
Costa: "Inaccettabile il veto al prestito a Kiev, il via libera arriverà"
Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina "abbiamo una nuova Ue. Poi abbiamo il pieno accordo per sostenere l'Ucraina" anche se "a volte non è facile prendere decisioni." Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa parlando con un gruppo di media internazionali durante il viaggio in treno per Kiev. Sul veto dell'Ungheria al prestito per Kiev Costa ha aggiunto: "È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo. Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito".
Four years of an unjust war of aggression.⁰
— António Costa (@eucopresident) February 24, 2026
Four years of unshakable Ukrainian courage.⁰
Four years of unwavering European support.
One shared resolve: to secure a just and lasting peace in Ukraine.
That’s why we are here in Kyiv today. pic.twitter.com/KJJ7levHnp
Zelensky: "Guerra all'inizio della fine"
La guerra è "all'inizio della fine" perché entrambe le parti hanno bisogno di un cessate il fuoco. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un'intervista rilasciata al Financial Times. Zelensky ha avvertito che, senza solide garanzie di sicurezza da parte dell'Occidente, Mosca sfrutterebbe un cessate il fuoco per ricostituire le proprie forze in vista di un altro attacco. "Una pausa è necessaria tanto a loro quanto a noi", ha detto il presidente ucraino, aggiungendo poi che "l'Ucraina ha bisogno di un cessate il fuoco: ieri, oggi, domani". "Non abbiamo bisogno di una pausa. Abbiamo bisogno della fine della guerra", ha poi chiarito.
Zelensky: "Putin ha fallito, non ha raggiunto i suoi obiettivi di guerra"
Vladimir Putin "ha fallito, non ha raggiunto i suoi obiettivi di guerra": lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel quarto anniversario dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina. Kiev "farà qualunque cosa necessaria" per arrivare a una pace solida e duratura", ha sottolineato Zelensky.
E ancora: l'Ucraina è pronta a fare "tutto" il possibile per garantire una pace solida e duratura, afferma il presidente ucraino in un videomessaggio in occasione dell'anniversario. "Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha piegato gli ucraini. Non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l'Ucraina e faremo tutto il possibile per raggiungere la pace e per garantire giustizia".
Von der Leyen: "La pace in Ucraina sia alle condizioni di Kiev"
"A Kiev per la decima volta dall'inizio della guerra. Per ribadire che l'Europa è al fianco dell'Ucraina, finanziariamente, militarmente e in questo rigido inverno. Per sottolineare il nostro impegno costante nella giusta lotta dell'Ucraina. E per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all'aggressore: non ci arrenderemo finché non sarà ristabilita la pace. La pace alle condizioni dell'Ucraina." Lo scrive su X la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, appena arrivata a Kiev con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
