L’attesa sta per finire: questa sera è in programma la prima serata del Festival di Sanremo 2026. Affiancato da Laura Pausini e dal co-conduttore di serata Can Yaman, Carlo Conti darà il via alla settantaseiesima edizione della kermesse canora, che si aprirà con lo storico jingle e la voce di Pippo Baudo. La conferenza stampa di presentazione si è aperta con il ricordo dei tre anni dalla morte di Maurizio Costanzo: “Vorrei ricordare un grande uomo di tv, il vostro collega Maurizio Costanzo, scomparso il 24 febbraio di 3 anni fa. Credo sia doveroso ricordarlo tutti insieme”.
"Mi piaceva chiudere questo ciclo con meravigliosi compagni di viaggio", la sottolineatura di Conti prima di rispondere alle domande dei giornalisti. Il direttore artistico si è dunque, soffermato sulle aspettative a poche ore dall'esordio: "Non mi esalto se le cose vanno troppo bene, non mi abbatto se le cose non vanno. Sono fatto così. Mi presenterei qui con lo stesso spirito anche se i risultati fossero di cinque dieci punti inferiori rispetto allo scorso anno". Il conduttore ha poi aggiunto: “La parola d’ordine è divertirsi. Ogni sera ci sarà una piccola riflessione, un momento in cui divagheremo per riflettere su quello che ci circonda. Ma ci sarà anche tanta buona musica, perché quello che conta è la musica”.
Conti ha poi risposto a una domanda di Laura Rio sulle parole del presidente del Senato Ignazio La Russa su Andrea Pucci: “Rispetto la seconda carica dello Stato. Devo essere sincero: al di là del messaggio del presidente del Senato, mi sono sentito con Pucci ma non ha intenzione di fare niente. Gli ho chiesto se voleva fare un videomessaggio scherzoso, ma non se la sente. Andrea avrà il tempo per dimostrare il suo valore e la sua forza e a riempire i teatri”. Poi in risposta a un altro giornalista: “Più che un festival democristiano, è cristiano e democratico. Cristiano perché ci sono riferimenti alla mia modestissima fede, e democratico perché aperto a tutti".
Nessuna volontà di dare spazio a polemiche politiche da parte del direttore artistico, che ha tagliato corto rispondendo alla provocazione di una cronista sulle presunte ingerenze: "Considero le loro osservazioni come liberi cittadini. Ogni libero cittadino è libero di dire ciò che vuole". Poi, commentando le parole di Baudo nel 2007 (aveva detto "i politici pensassero ai problemi del Paese", ndr): "Ogni tanto Baudo diceva cose ganze".
In conferenza stampa s'è parlato anche del ritorno di Morgan all'Ariston. Conti ha risposto così alle sue vicende giudiziarie (l'accusa di stalking, ndr): "Io non sono un giudice: fino a che non c'è una sentenza definitiva, se l'artista ritiene di venire a fare una cover io non posso obbligarlo a non venire perché mi sta antipatico. È un festival democratico. Sarebbe grave trasformare una scelta artistica puntando il dito per quello che uno fa nella vita. Io mi occupo della parte artistica, non è lavarsene le mani".
“Mi sono preparato non pensandoci” ha spiegato Can Yaman a proposito del suo esordio all’Ariston: “Fino ad oggi non ho pensato a nulla, perché altrimenti mi sarei emozionato troppo. Ero impegnato con una serie in Spagna. Sto bene, sono molto felice, mi fido di Carlo, spero che mi aiuterà (ride, ndr). Non so cosa farò, vedremo: spero di non combinare dei pasticci”. Non è mancata una battuta sul recente caso di cronaca che lo ha coinvolto. L'attore turco - volto di Sandokan - a inizio gennaio era stato fermato a Istanbul nell'ambito di un'indagine di droga e rilasciato nel giro di poche ore: “Non c’è un caso – ha spiegato – erano dei controlli di routine. E’ un periodo così per la Turchia. Per me non c’è stato un caso. Sono risultato negativo al controllo e mi hanno liberato dopo meno di 24 ore”. "È questo il momento giusto per me, per essere qui", ha aggiunto Can Yaman, che ha ammesso di essere intimorito dalla prima sul palco del Festival: "Se sono spaventato? Certo, mi spaventa tutto, ma non lo do a vedere. Ho le mie vulnerabilità". Poi la sorpresa annunciata da Conti: "Stasera, dopo cinquant'anni, ci sarà il confronto tra i due Sandokan, perchè sul palco ci sarà anche Kabir Bedi".
Protagonisti in conferenza anche i volti del Primafestival Ema Stokholma (“Più che emozionata sono gasatissima, perché aspetto Sanremo tutto l’anno”), Carolina Rey (“Il Festival è una festa di famiglia, che unisce tante generazioni ed è importante farne parte”) e Manola Moslehi, nonché il padrone di casa del Dopofestival Nicola Savino: “E’ un grandissimo piacere, molto forte. Non posso non segnalarvi la mia gioia nell’aver appreso che il 95% dei cantanti ci ha già detto di sì. Mi permetto da questo scranno di invitare ufficialmente Laura Pausini. Avremo tutti i trenta cantanti, divisi in quattro giorni.
Con me ci saranno la brillantezza e la preparazione di Aurora Leone, scelta di comune accordo con Conti, e la sagacia e l’intelligenza di Federico Basso, tutto condito dalla musica di Enrico Cremonesi”.Sanremo 2026, l’ordine di esibizione della prima serata del Festival
Questo l’ordine di esibizione dei trenta big nella prima serata del Festival:
Ditonellapiaga
Michele Bravi
Sayf
Mara Sattei
Dargen D’Amico
Arisa
Luchè
Tommaso Paradiso
Elettra Lamborghini
Patty Pravo
Samurai Jay
Raf
J-Ax
Fulminacci
Levante
Fedez-Masini
Ermal Meta
Serena Brancale
Nayt
Malika Ayane
Eddie Brock
Sal Da Vinci
Enrico Nigiotti
Tredici Pietro
Bambole Di pezza
Chiello
Maria Antonietta-Colombre
Leo Gassmann
Francesco Renga
Lda-Aka7even