"Fanatico razzista che odia i bianchi". Ecco chi è l'aggressore degli italiani a New York

Fa parte di una gang del Queens l'uomo che ha accoltellato Davide Giri e Roberto Malaspina

Screenshot Fox Live
Screenshot Fox Live

Sta meglio Roberto Malaspina, il giovane italiano ferito a New York la notte tra giovedì 2 e venerdì 3 dicembre. Nonostante tutto può dirsi fortunato a differenza di Davide Giri, che purtroppo è stato accoltellato a morte pochi minuti e qualche decina di metri prima. La mano che li ha assaliti è la stessa: Vincent Pinkney, un 25enne afroamericano, piccolo boss di una gang del Queens, la Every Body Killas. Ha già precedenti con la giustizia, era in libertà vigilata, ma questo non gli ha impedito di compiere il suo gesto criminale nei confronti di due giovani italiani, che non si conoscevano tra loro ma che studiavano nella stessa università, che hanno la sola colpa di essersi trovati nel posto sbagliato e nel momento sbagliato.

Anche Roberto Malaspina, a differenza delle prime informazioni emerse era uno studente della Columbia University. Era arrivato lì solo il giorno prima per seguire un progetto di ricerca. Ventisette anni, perugino e storico dell'arte, era alla sua prima esperienza di studio in America. Attualmente è impegnato in un dottorato di ricerca in estetica presso la facoltà di filosofia dell'università statale di Milano. "Stava attraversando il parco di fronte all’università per rientrare a casa quando ha incrociato questo benedetto signore che senza dirgli una parola gli ha tirato subito una coltellata", ha raccontato il padre di Roberto al Corriere della sera.

"L’aggressore pare sia un fanatico razzista che odia i bianchi. L’ha colpito senza un motivo, per il solo gusto di farlo. Mio figlio ha tutte le caratteristiche per essere bersaglio di uno così, pelle e capelli chiari. Sfortuna pazzesca ma almeno se la caverà, così mi dicono i medici del reparto. Ha delle piccole lesioni. Oggi sarà trasferito dalla terapia intensiva alla degenza ordinaria e forse lunedì lo dimettono. Penso piuttosto all’altro giovane che non c’è più, terribile", ha proseguito l'uomo. Quello di Vincent Pinkney potrebbe anche essere stato un rito per tornare nella sua gang dopo il carcere, per dimostrare che non si era ammorbidito e che non era una spia.

Il giovane storico dell'arte ha cercato di non far preoccupare i suoi genitori quando li ha telefonati per informarli dell'accaduto: "Cercava di minimizzare evitando di parlare del coltello, delle ferite... Perché non ci preoccupassimo. Ma poi la notizia è girata e abbiamo saputo cosa ha vissuto, poverino. L’abbiamo chiamato e allora si è lasciato andare:“Sono un po’ angosciato". Sarebbe stata la sua reazione a salvargli la vita. Come racconta La Stampa, infatti, il giovane avrebbe urlato "perché a me?" quando ha ricevuto la coltellata alla schiena.

Roberto avrebbe dovuto trascorrere sei mesi in America per seguire un progetto con una docente americana della Columbia. Proprio in questi giorni avebbe dovuto avere la sua conferenza introduttiva all'università ma, ovviamente, non potrà esserci: "Lui vuole rimanere lì ma dipenderà dalle sue condizioni. Per il momento mi chiede solo che non si parli del fatto, per non riviverlo". I genitori erano pronti a salire sul primo volo per New York per raggiungerlo ma sono stati fermati dal console italiano, che ha consigliato loro "di non partire perché la situazione è sotto controllo". Probabilmente in America volerà la sorella di Roberto, medico, per capire un po' la situazione. Un sogno che si trasforma in incubo per Roberto Malaspina, che nonostante tutto potrà raccontare un giorno questa disavventura. Purtroppo lo stesso non potrà fare Davide Giri, genio dell'informatica, ucciso senza motivo, probabilmente solo perché di pelle bianca.

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